An Early Bird @The Family: un live di fantasmi e meraviglie

  • 10/07/2019
  • Gianluca Lattanzi

An Early Bird, fermo, non ci riesce a stare. Vive delle meraviglie della vita sul palco, delle persone che compongono la musica, delle emozioni che nascono dagli incontri che fa lungo il suo cammino. Date in tutta Europa, un tour di cinque date in Germania appena concluso, una data a Torino e una ad Albizzate, in provincia di Varese, al Circolo The Family. Lui, la sua chitarra, un biglietto del treno e la curiosità di conoscere l’ambiente in cui si esibirà. “Lo ammetto, temo il biliardino” esordisce salendo in macchina. Sì perché l’esperienza di un live non si limita ai minuti dell’esibizione, inizia, nel suo caso, da quando mette il piede giù dal treno, e per chi fa musica come la sua, anche l'ambiente ha una forte importanza a livello impatto.

Un viaggio veloce quello dalla stazione al locale, utile per conoscersi e capire che, a piedi, sarebbe stata una bella rampicata e la schiena, arrivato a fine tour, ringrazia per aver ricevuto un po’ di pace. I minuti del soundcheck sono quelli che fanno da passaggio generazionale all’interno del circolo: i più anziani mettono nelle scatole le carte e piegano le tovaglie da gioco. Col tramonto i fogli pieni di numeri delle partite a scopone e briscola terminano la loro utilità e dopo l’ultimo bianchino il testimone passa a una clientela più giovane. Il soundcheck prosegue senza intoppi: chitarra e voce è il sogno di ogni fonico, non che sia da sottovalutare, ma è sicuramente un set di più semplice gestione. Quei bancali che compongono il palco varesino hanno visto incastri davvero degni di una partita professionistica a Tetris, ma per quella sera An Early Bird promette un impatto intenso quanto immediato. Stefano De Stefano, questo il nome dell’artista di origini napoletane, vive della sua musica, in tutto e per tutto. Poco importa se il tour è agli sgoccioli, non ci sarà tempo per il riposo: “Uscirà un singolo, poi un Ep, e un album”. Un percorso già ben delineato, con delle scadenze precise che non ammettono cali di tensione. Come quelli post cena, in un angolo del palco, strimpellando la chitarra aspettando il momento del live.

An Early Bird

 

Il locale si è riempito, sul biliardino è stato messo il cartello “Si prega di non giocare durante il concerto” e alcuni fan si portano sottopalco per vivere a stretto contatto quel che accadrà. E quel che accade è davvero un misto di buona musica e cultura di provincia. La musica dal vivo è in forma smagliante, lo abbiamo detto a più riprese, ma chi lavora in provincia sa quanto si faccia fatica a trasmettere la cultura del rispetto, della curiosità, dell’arte originale. Sicuramente più facile la strada che porta alle cover band, molto più affascinante quella che ti permette di far ascoltare canzoni come To The Trees, per la prima volta, dal vivo. Ma questo fascino non colpisce tutti e non da tutti è accettato di buon grado. Così può capitare che dai tavoli vicini al palco, impegnati in un compleanno, arrivi la richiesta di un Tanti auguri per la festeggiata.
An Early Bird sente e risponde, deciso quanto irremovibile: “Ogni volta che a un artista viene chiesto di fare il Tanti auguri durante il suo live, dall’altra parte del mondo un altro artista muore”. Risate, il live va avanti. C’è anche chi sotto palco chiude gli occhi con le braccia alzate, rapito da quella musica che è davvero un viaggio verso posti lontani. Sono adulti i seguaci di An Early Bird, se ne è accorto anche l’artista nel corso delle date: “A fine tour farà un’analisi statistica”, anticipa. La sua performance è intima, come solo un chitarra e voce consapevole sa essere. Il tempo scorre veloce, fino alle ultime canzoni, dove non manca un inedito. Come una sorta di lascito verso il futuro, quando partirà il nuovo tour.

Ma prima è tempo di rimettere la chitarra in spalla e ripartire verso un nuovo treno da prendere, destinazione Milano, dove però il riposo potrà attendere: “Ti capita mai di essere in quell’ora dove vorresti fare cose, ma non sai cosa fare?” chiede prima di scendere. Perché la vita di un artista è così, non importa quanto tu possa essere stanco: hai sempre l’esigenza di sentire altra musica e vivere altre persone, fino a quando non sei proprio del tutto esausto.