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KeepOn Radar: qualche band alternative italiana da tenere d'occhio Pt.2

Il Paese è vivo e reale e noi di KeepOn ne siamo così felici di tutto ciò che abbiamo deciso di indicarvi le band, che secondo noi, identificano meglio la scena alternative rock/shoegaze/post rock degli ultimi anni. Un lungo viaggio diviso in due parti che va da nord al sud dell’Italia. Oltre l’indie e il cantautorato pop di cui si sente spesso parlare, ci sono scene meritevoli di attenzione che fanno del post punk, dello shoegaze del rock ‘n’ roll e dell’alternative rock il loro punto di forza quasi controcorrente, quasi come a dire: “E le chitarre? Che fine hanno fatto le chitarre distorte e reverberate?”. Ecco qui il nostro secondo appuntamento con le band che dovreste assolutamente conoscere (e far conoscere).

Soviet Soviet

Chi non ha mai sentito parlare dei Soviet Soviet? Probabilmente la realtà shoegaze più affermata della penisola insieme ad altre poche band. Il progetto non solo affonda le sue radici nel Bel paese ma raggiunge e conquista pure fan e stimatori oltre i confini. Il loro ultimo album acclamato dalla critica e dal pubblico rappresenta una firma niente male nel cosiddetto Italogaze ed è di certo un punto di partenza per nuove conquiste musicali e non solo.


Rev Rev Rev 

Band shoegaze che, insieme ai sopra citati Soviet Soviet, può benissimo essere classificata tra le band più influenti in Italia. Il loro shoegaze, come del resto per tutte le band del genere, assume toni psichedelici ed oscuri senza però dare quella sensazione di già sentito risultando così, un ottimo prodotto da esportare. Il loro ultimo lavoro in studio conferma la qualità della band che già da anni ha cominciato a far parlare di sé. I Rev Rev Rev hanno ancora molto da dire ma di certo, hanno già fatto conoscere il proprio marchio agli addetti ai lavori ed agli shoegazer italiani.


Cabrera 

Siete appassionati di post rock ed oltre i soliti mostri sacri non riuscite ad andare? Ecco, allora è il caso di conoscere i Cabrera, band di altissima qualità che fa della tecnica e dell’espressività il loro punto di forza. Giovanissimi, cercano di portare in territorio italico ciò che il filone internazionale del post rock ha portato in giro per anni. Chitarre che si incastrano perfettamente tra di loro, cori messi al punto giusto al momento giusto e tanta voglia di far vivere ai propri fan emozioni e suggestioni che solamente il genere sa trasmettere. Brano consigliato: Una Montagna.


Il Vuoto Elettrico

Il Vuoto Elettrico, band di recente formazione, propone un alternative rock potente e graffiante. Prodotti da Xavier Iriondo (Afterhours), la band impone il proprio stile con violenza, chitarre distorte ed un cantato che promette molto bene. Il Vuoto Elettrico seppur in controtendenza con l’ambiente in cui si trova fa della potenza sonora il suo grido di battaglia ed il loro lavoro in studio (Traum) è stato già abbondantemente osannato dalla critica. Davvero un peccato non conoscerli.


Black Rainbows

 I Black Rainbows da Roma spingono il pedale sulla potenza sonora e su tutto ciò che può esserci di stoner in giro. Il loro sound scuote e rende perfettamente l’idea di ciò che voglia dire oggi fare del buon stoner rock. Il loro ultimo album da proprio la sensazione che alzare il volume sino a livelli inverosimili non sia poi una così cattiva idea se si parla dei Black Rainbows. Da ogni singola nota dei traspare la voglia smisurata di creare qualcosa di esaltante sia dal punto di vista live che dal punto di vista prettamente sonoro. Una voglia di suonarsela e godere genuina e senza limiti.


Tiger! Shit! Tiger! Tiger!

Torniamo di nuovo al nostro caro Italogaze, i Tiger! Shit! Tiger! Tiger! Sono la classica band che dovrebbe esser conosciuta ed ascoltata solamente per il nome geniale che sono riusciti a tirar fuori. Il progetto in poco tempo è riuscito a farsi conoscere dappertutto ed è riuscito ad imporre la propria forza oltre i confini italici facendo arrivare il loro verbo persino al SXSW, uno dei festival più grossi ed importanti del pianeta. Il sound della band.


Fuzz Orchestra 

Il trio milanese ha bisogno di poche se non pochissime introduzioni, infatti, risulta davvero difficile non conoscere una band come i Fuzz Orchestra che nel giro di pochissimo tempo hanno dato vita ad un fenomeno travolgente ed affascinante. Il loro sound difficilmente identificabile in un genere musicale, risulta oggi come oggi una vera e propria guida per tutti coloro che vorranno imbattersi in un genere di nicchia (ma non troppo) come il loro.


Le Capre a Sonagli

Le Capre a Sonagli sono una band stoner folk che, con il loro ultimo album intitolato Cannibale uscito per Woodworm è riuscita ad imporsi nettamente sul panorama italico grazie alla loro continua voglia di sperimentare e dare una gran botta alla staticità di ciò che solitamente ascoltiamo. Chitarre ruvide e sgraziate e riff martellanti danno vita ad un suono che ha come unico obiettivo il pogo più genuino durante i live e perché no, anche durante l’ascolto del disco sul divano.


Voina

I Voina, direttamente da Lanciano, si identificano come “Alternative Grunge Emo Schifo”, e sull’ultima parola siamo nettamente in disaccordo poiché, il sound fresco ma deciso e distorto dona una luce particolare alla band, uscita per INRI, che ha un nobile scopo, sdoganare per la penisola italica un genere che probabilmente fatica ad imporsi sulla schiera cantautorale. I Voina sono dei veri e propri partigiani rockettari che possono essere ascoltati urlando al cielo ogni singola parola del loro disco.


Kleinkief

I Kleinkief sono una band veneziana la cui storia parte direttamente negli anni 90.
Il loro sound noise rock con riferimenti a Marlene Kuntz da la sensazione che fare un certo tipo di musica non vuol dire fare copia ed incolla di ciò che c’è stato prima. Le melodie dei loro brani sono facilmente entrano facilmente nella mente degli ascoltatori e la qualità degli arrangiamenti ed il gusto artistico fanno di certo dire che i Kleinkief sono una band da tenere sott’occhio senza perderli mai di vista.


THE BLACK VEILS 

I Black Veils direttamente da Bologna portano in scena un post punk senza tempo né età, facendo sì che, un genere talmente bello e tormentato possa ancora splendere di luce propria sia in Italia che all’estero, territorio ormai navigati e solcati dalla band stessa. Il loro ultimo album denota come si possa ancora fare del buono e sano post punk con la giusta dose di sperimentazione e contaminazione. Una band che ha molto da dire sotto tutti i punti di vista e che, certamente crescerà ancora negli prossimi anni.