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Otto donne imperdibili sul palco

Foto di Irene De Marco


Un paio di mesi fa ero a un concerto in uno dei miei locali romani preferiti, una serata dove delle band emergenti si alternano su un bel palco e suonano tre inediti a testa, sfidandosi a colpi di note. Una serata carina, piena di giovani musicisti promettenti, anche molto diversi dagli stereotipi musicali del momento.

A questo tipo di serate, però, le donne sono sempre poche, se non assenti. 

Ho iniziato a chiedermi il motivo di questo -e me lo sto ancora chiedendo, a distanza di mesi- : perché in una serata in cui chiunque può suonare, mostrare il proprio talento, occupare un palco per mezz’ora, la rappresentanza femminile è così bassa? E ho iniziato a pensare che ogni piccolo circolo sociale è espressione statistica di un circolo sociale più ampio, rendendomi conto, allargando sempre di più il mio raggio di visione, che le donne musiciste sono poche, spesso relegate ai ruoli convenzionali del cantautorato melodico italiano.

Mi sono chiesta inizialmente se il motivo fosse che non siamo interessate alla musica come lo sono gli uomini, poi se il nostro interesse venga in qualche modo stroncato da un mercato musicale che trova la sua gallina dalle uova d’oro nello stereotipo dell’uomo indie. Dall’inizio del 2018, infatti, in Italia sono usciti dieci dischi di donne contro i quarantuno di artisti maschi (fonte: allmusicitalia.it). Un numero spaventoso.

Nella musica live, soprattutto nei locali che ospitano musicisti emergenti, la situazione è meno drammatica, se vedono di più artiste, hanno lo spazio per mostrare la propria arte. Secondo questo spirito, per questo otto marzo, abbiamo pensato di celebrarle, queste donne che ci provano e ci riescono.

Di seguito, una lista di cantanti e/o musiciste, soliste o meno, che secondo noi sono tra le migliori performer live.

 

Francesca è voce femminile del duo milanese Coma_Cose, è fuori dagli stereotipi del genere e questo ci fa impazzire. Intanto è una delle pochissime donne italiane che fa rap, uno dei generi secondo noi più sottovalutati e peggio rappresentati in questo paese. Come se non bastasse, Francesca, di Pordenone, era una dj techno e drum’n’bass. Dal vivo i Coma_Cose sono tra i migliori al momento (Fausto era il best performer nella Live Parade di febbraio). Siamo convinti che sentiremo parlare di loro per molto tempo.


Erica suona il basso. Non canta, non suona una chitarra acustica, non fa i cori. Suona live con i Cosmetic ed è in formazione fissa con i Be Forest. Due gruppi energici, con sonorità molto diverse da quello a cui siamo abituati in Italia. Dal dream pop al noise, passando per il punk e lo shoegaze.
Assolutamente da vedere.


    Marianne è giovanissima. A Roma la vedi girare con la sua band e i suoi synth da un locale che si occupa di artisti emergenti all’altro. Ha una voce particolarissima, un’anima a metà tra lo psych-rock e il dream pop e una straordinaria capacità di coinvolgimento. Consigliatissima!


    Ilenia è una di quelle che non le manda a dire. Grande estimatrice del rock e del punk di altre generazioni, la sua passione si mescola bene nella sua musica e nei suoi live. Atmosfere rock quasi di altri tempi, performance grintose. La sua voce graffiata è una rarità in un periodo in cui si cerca la perfezione canora nella pulizia. Da non perdere!

     

    Il duo italiano di origini greche e nigeriane suona una perfetta commistione tra jazz, elettronica e soul. La voce profonda di Jennifer (aka Jennyfire) ha un che di evocativo e quasi sognante ed è impressionante come dal vivo il sintetico e l’analogico si mischino perfettamente in un concerto capace di trasportarti in mondi lontani.


    Ottobre nella classifica è forse l’unica artista che può inserirsi nel filone indie italiano. Nonostante questo, la sua voce e la sua capacità come autrice di testi la rendono una delle migliori cantautrici degli ultimi anni. Quando l’abbiamo vista live portava con sé una sua amica dall’accademia come ballerina per accompagnare testi e musica con una bellissima performance. Coinvolgente ed emozionante!


    Credo che Tunonna andrebbe inserita in qualsiasi classifica anche solo per il nome e la sua cover di “Pagliaccio di ghiaccio” di Metal Carter. Tunonna è una cantautrice romana della scena underground/indie, irriverente e goliardica. Da vedere.


    Gli Am-Ok sono un duo romano nato dopo cinque anni di sperimentazione. Chiara canta, ha una voce fresca, molto immediata, un po’ come la loro musica. Molto (auto)ironica, simpatica anche negli scambi con il pubblico. Il loro pop racconta della vita di tutti i giorni, senza virtuosismi.