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Primi Palchi: EDDA, Best Performer Novembre 2017

Foto di copertina: Lisa Miniussi

Rimini, 2015: al Velvet si tenne quell'incontro annuale bellissimo chiamato KeepOn Live Club Fest. Io c'ero e c'era anche lui, Edda. Premiato già dai locali e direttori artistici del circuito KeepOn Live in quell'anno come Best Live, torna in Live Parade di Novembre 2017 come Best Performer. Lo abbiamo intervistato per la rubrica Primi Palchi e il suo fare serio e schivo, senza orpelli, è venuto fuori nell'intervista, insieme ad una cura maniacale per il dettaglio e il non sentirsi mai appagato. Per Edda c'è solo la musica – quella fatta bene –  che viene prima di ogni cosa.

 

Edda, ancora una volta nominato Best Live dai locali del circuito KeepOn. Si può dire che ormai sei un habituè del premio?

Mi ha fatto molto piacere, anche perché è un riconoscimento a tutta la squadra. Non ascolto mai i miei concerti perché ci troverei solo difetti, quindi mi fido del vostro giudizio.

 

Ho letto da poco che Piergiorgio Pardo di Blow up ha inserito il tuo album tra i migliori dell'anno, insieme ai King Crimson, Flaming Lips e altri. Come hai preso questa notizia? Cosa ne pensi?

La prima volta che ho sentito G.U. non mi è piaciuto, soprattutto la produzione della voce mi aveva deluso molto ma sapevo che avevo fatto tutto il possibile. Per fortuna il disco è piaciuto e tutto è finito a taralluccci e vino.

 

Se in pieno tour, eppure il 22 Dicembre hai partecipato all'evento dei 10 anni del Karemaski. Ci racconti com'è andata?

Ho suonato da solo e di solito non lo faccio. Anche qui non sapevo come sarebbe andata a finire ma è andata bene. Le mie canzoni nascono voce e chitarra, questa è la loro anima.

 

Ci racconti una delle prime esperienze sul palco? La più negativa, quella che non vorresti mai più rivivere.

La cosa più negativa di un concerto è quella di salire con l'idea che devi dimostrare quanto sei bravo. Quando questa sensazione prevale non mi piace stare sul palco. Se invece entro nella modalità "suona e divertiti" allora va tutto bene. Preferisco sempre essere me stesso anche se questo vuol dire mostrare i tuoi difetti.

 

E invece ora la migliore, quella che ti ha fatto capire che avresti continuato per questa strada.

Onestamente non so cosa farò nella mia vita e come andrà a finire. Per fortuna ho delle nuove canzoni e questo mi spinge a fare un altro giro di giostra. Quando non mi verranno più smetterò.


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