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Primo Maggio di Taranto 2018: è partito il crowdfunding

Ci prese come pugno, ci gelò di sconforto sapere a brutto grugno che il primo maggio di Taranto era morto. 


É proprio così che ci siamo sentiti lo scorso anno quando, quella che doveva essere, la quinta edizione del Primo Maggio tarantino non si tenne. A dire il vero abbiamo anche compreso e condiviso le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori del “concertone alternativo” a sospendere la manifestazione: “Era l'anno delle amministrative a Taranto e, tra le altre cose, non volevamo assolutamente che l'evento fosse utilizzato come strumento di propaganda. Uno maggio Taranto nasce dal basso, libero e indipendente e non ci andava che potesse diventare una promessa da campagna elettorale” ci spiega Gianni Raimondi, un membro del Comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Fu subito specificato che si trattava “non di un addio ma di un segnale alla politica e al comune”

 

L'evento ha visto, in pochi anni, salire sul palco artisti come Caparezza, Subsonica, Afterhours, Marlene Kuntz, Mannarino ecc… riportando la questione sociale e il lavoro al centro della scena, dopo la deriva di disimpegno che aveva preso, da qualche anno, quello di Roma “Ne approfittiamo per raccontare la verità su Taranto e chiedere diritti essenziali e un lavoro eco-compatibile. Nessuno dice che in alcuni periodi dell'anno i bambini di Taranto non possono andare a scuola o che, in determinati orari, abbiamo l'obbligo di chiudere le finestre. Il primo maggio di Taranto è nato quasi per gioco, un gioco serio però perché doveva essere uno spazio dove poter urlare queste cose: un contenitore in cui parlare di salute, sicurezza e dignità del posto di lavoro e con la musica come coagulante sociale” continua Gianni.


Così, è notizia di pochi giorni fa, su Musicraiser è partito il crowdfuding per riempire, di nuovo, il Parco archeologico delle Mura Greche di Taranto “É un evento con tantissime spese. Vero è che gli artisti partecipano senza cachet, però ci sono i servizi essenziali per mettere su un evento di questa portata, aggravati dalle direttive Gabrielli sulla sicurezza che, dopo i fatti di Torino, sono molto più restrittive. Ci vuole quindi una base importante (50mila euro) per evitare l'indebitamento come due anni fa. Chiediamo il contributo di tutti: da un minimo di 10 euro, ai 30 euro delle band emergenti per il contest fino ai 150, 300 o gli sponsor etici con il contributo di 500 euro”. In base al tipo di partecipazione ci sarà un servizio o gadget offerto dal Comitato che sotto la guida artistica di Michele Riondino, Roy Paci e Diodato, così come nel 2013, all'inizio del mese di Febbraio del 2018 ha lanciato la campagna #unomaggiotaranto. Il video promozionale vede la partecipazione di artisti che hanno già calcato il palco come Manuel Agnelli, Levante, Brunori Sas ma anche Emma Marrone e Ghemon perché la necessità è quella di mantenere la manifestazione libera e indipendente.

Per far sì che si possa tornare a calcare l'erba sotto quel palco, è necessario raggiungere, quindi, la cifra di 50.000 euro entro il 4 Aprile. Un obbiettivo difficile ma importante, per cui vale la pena crederci e, principalmente, impegnarsi. Ad una settimana di distanza, si è di poco superata la quota di 4mila euro “Siamo partiti un po' al di sotto del target anche perché è stata la settimana di Sanremo e molti artisti non hanno ancora potuto aiutarci, in primis proprio i direttori Roy Paci e Diodato – conclude, ancora Raimondi – ma siamo fiduciosi per lo sprint finale e chiediamo a tutti anche il minimo contributo”.



Noi ci siamo stati, nel 2015, un'avventura indimenticabile partita per caso da Napoli con una Skoda con il tetto apribile che ha visto le gesta memorabili di tre amici percorrere la Basentana e arrivare sotto al caldo sole di Taranto intorno all'una. L'atmosfera era già elettrizzata e il colpo d'occhio non indifferente. Quello che più ci ha sorpreso è stata la tipologia di pubblico, che abbracciava quasi tutte le generazioni, ma soprattutto la voglia di partecipazione, la voglia di gridare che si leggeva sui visi di ogni Tarantino accorso lì per l'evento. A far da contorno una line-up musicale che ha visto alternarsi grandissimi artisti della scena musicale italiana e, soprattutto, andare avanti fino a tarda serata quando, passata mezzanotte, c'era ancora spazio, dopo Caparezza, Subsonica, Marlene Kuntz e altri, per Roy Paci o il Management del dolore post-operatorio

Una manifestazione che ci fece tornare a casa stanchi ma entusiasti, ripercorrendo di notte le 4 ore e più di Basentana, per ritornare a Napoli di prima mattina, con la voglia di ricominciare di nuovo a ballare sotto il sole di Taranto con un bellissimo pubblico partecipe che si è già stancato di essere folla e che potrà tornare a farlo, quest'anno, con un piccolo aiuto da parte di tutti.  


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