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Treessessanta: un live club dalle mille anime

Foto di Treessessanta


Alessio e Clara, rispettivamente Direttore artistico-organizzativo e Presidentessa appena eletta del Treesessanta di Gambettola, poco distante da Cesena, mi raggiungono davanti a una minuscola pizzeria. Abbiamo deciso di vederci qui per parlare in amicizia davanti a una buonissima pizza, del futuro del locale, dei sogni, delle difficoltà e della famiglia che lo anima; si tratta proprio di una famiglia, lo si può leggere negli occhi di entrambi mentre scherzano tra loro e parlano dei colleghi-amici con affetto. Oggi sono 11 i volontari, residenti in diverse città della zona, che tengono insieme il circolo, ognuno con la propria occupazione quotidiana, ma legati da una passione tangibile e sana per la musica live di qualità.


Treesessanta ha una storia coinvolgente: l’associazione si costituisce nel 2002 con la sfida di recuperare l’ex macello comunale del piccolo paese romagnolo. Partecipano allora parecchi cittadini e, con l’appoggio del Comune, riescono a rientrare tra i vincitori di un bando che prevede uno stanziamento di fondi, regionali e comunali, per il recupero di beni storici. La sfida va a buon fine e il Comune assegna lo spazio all’associazione, tramite una prima convenzione della durata di dieci anni. I lavori sono diretti dalla Treesessanta, sotto la supervisione della Sovrintendenza. Nel settembre del 2007 lo spazio apre e propone fin dal principio musica dal vivo e altre attività culturali, secondo il desiderio e la passione del gruppo che continua a tenere vivo il dialogo con l’amministrazione locale. Diventare un punto di riferimento in un paese non è un percorso così elementare: “Abbiamo ottenuto il sostegno del Comune un poco alla volta, grazie ai rapporti umani - mi racconta Alessio - e  abbiamo definito alcune serate a cadenza settimanale per abituare i nostri affezionati a passare da noi”.



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Clara, che ha aperto da poco il suo studio di tatuaggi a Forlimpopoli, collabora assiduamente da tre anni: “Ho iniziato aiutando in cucina nella preparazione delle nostre cene sociali vegan e vegetariane e poi mi sono sentita sempre più coinvolta, come in famiglia”.

Alessio, nel direttivo fin dalla nascita del circolo, e presidente dal 2010 al 2014, ha visto succedersi tante personalità nelle varie gestioni e confessa che questo nuovo gruppo ha qualcosa di speciale. L’associazione ha recentemente trascorso un periodo riorganizzativo e è ripartita alla grande e con nuovi propositi, dopo quasi due mesi di stop. “Il percorso è stato organico. Le cariche e le mansioni si sono ridefinite da sole con estrema umiltà e oggi ci troviamo con le persone giuste al posto giusto. Discutiamo da sempre e comunque, ma lo facciamo in maniera costruttiva! Siamo una vera associazione, dunque il ricambio e la divisione delle responsabilità sono fondamentali. Dal 2010 in poi sono sempre stato il referente per buona parte delle incombenze. Ora invece, grazie al gruppo attuale, è stato possibile distribuirle: io manterrò la direzione artistica. Abbiamo dedicato tutti i nostri sforzi al raggiungimento della situazione odierna e sono molto felice di come sta procedendo - rivela Alessio. “Solitamente faccio una prima selezione degli artisti, li sottopongo al gruppo che si occupa della programmazione, ci si confronta e si decide assieme; a volte Clara, Viola, Silvia, Mattia o io portiamo proposte; anche in questo caso si vagliano insieme. Mi sono impuntato solamente un paio di volte, ad esempio quando ritenevo sensazionale Ifriqiyya Électrique, un progetto speciale tunisino-italo-francese di Gianna e François del Putan Club, che non convinceva gli altri: alla fine mi hanno ringraziato!”. Il programma musicale del circolo è una selezione di progetti di qualità, italiani e stranieri, che spaziano ampiamente tra tutti i generi. Da non dimenticare, poi, i corsi che vengono proposti durante l’anno: tecnico del suono, canto, chitarra, e, da quest’anno, addirittura taglio e cucito. Inoltre, vengono proposti una serie di attività dedicate agli adolescenti e finanziate dal Comune. Saltuariamente, e in caso di accesso a finanziamenti, lo spazio viene concesso per residenze creative, come per esempio nel 2017 per il seminario residenziale e selettivo del Teatro Valdoca, “Mappe per l’Invisibile”. Infine, vengono proposte altre attività culturali, legate o meno alla musica.


Tutto quello che si guadagna viene investito nella musica live partendo dalla band, passando per un fonico molto competente e arrivando a struttura e strumentazione. Siamo riusciti a far suonare bene uno stabile inizialmente poco adatto, con grossi limiti strutturali, e ci sentiamo ancora in continua evoluzione per ottenere il suono perfetto” specifica Alessio e Clara aggiunge “Le band sono felici di suonare da noi. Cerchiamo di farli sentire a casa con il miglior cibo, i giusti comfort e specifiche attenzioni. Ci si riempie il cuore di gioia quando veniamo ringraziati sinceramente”.


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Oltre al live del sabato sera, la programmazione tradizionale del Treesessanta comprende “Siamo al Verde!”, le cene sociali del giovedì che quest’anno vedono l’alternarsi di 4 cuochi diversi ogni mese, ognuno con i suoi cavalli di battaglia: dalla cucina della nonna vegan e vegetariana al raw food. Le occasioni sociali sono quelle che hanno permesso al circolo di crearsi la clientela fidelizzata che il sabato esce di casa senza sapere cosa andrà ad ascoltare, fidandosi solo della garanzia Treesessanta.Ci piacerebbe allargare la nostra cerchia, che fortunatamente comprende già un bacino abbastanza ampio e disposto a raggiungerci anche dalle città limitrofe, ma senza mai perdere la genuinità. Abbiamo notato che l’utenza della musica live è sempre più interessata alla musica originale di qualità e questo ci fa sperare in un naturale aumento della partecipazione” confessa Alessio.


La magia che tiene in piedi il Treesessanta è tangibile anche se non ci troviamo tra le mura della sede. Finita la pizza, il dolce e il vino ci salutiamo, ma, stregata dai racconti della loro tradizionale “Notte dei Tamburi” del 5 maggio, so che, mal che vada, li riabbraccerò volentieri tra due mesi.


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