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Al via il Chroma Winter Festival: «Noi e l'Umbria abbiamo un bisogno irrefrenabile di musica dal vivo»

Siamo ormai prossimi alla prima edizione del Chroma Winter Festival, un evento ideato dall’Associazione Culturale Chroma, in collaborazione con Supersonic Music Club, Spazio Astra e Microclima Vini & Vinili.Sono quindici le band e i solisti, provenienti da tutta Italia che avranno modo di esibirsi in quattro appuntamenti presso due nuovi locali del centro storico di Foligno: Spazio Astra e Microclima Vini & Vinili. I progetti migliori selezionati e avranno la possibilità di solcare il palco del Chroma Festival 2019. Si parte da sabato 12 gennaio, allo Spazio Astra di Foligno. Ogni informazione è presente sulla pagina dell'evento. Nel frattempo abbiamo raggiunto Roberto Mencarelli, tra le menti che hanno organizzato questa nuova manifestazione e che, ogni anno, portano avanti il Chroma Festival.

Com’è nato il Chroma Winter Festival?
Chroma Winter Festival nasce dall’esigenza di voler dare spazio alla grande quantità di progetti che quotidianamente si propongono per esibirsi alla nostra manifestazione estiva. Al termine dell’edizione 2018 abbiamo concluso che la nostra tre giorni di giugno non era sufficiente a rendere giustizia, anche se in minima parte, a tutti i progetti meritevoli di attenzione. Per questo abbiamo deciso di organizzare una rassegna invernale per rendere viva l’attenzione intorno al nostro evento e per (lo ammettiamo) toglierci questo bisogno irrefrenabile di musica dal vivo di cui la nostra regione ha costante bisogno.

Come reagisce Foligno alle vostre attività?
Grazie alla spinta imperterrita della famiglia Supersonic Music Club e a molte altre realtà locali, la città di Foligno è probabilmente diventata il vero baluardo umbro per il mondo dei concerti. Chroma Festival si svolge a Bastia Umbra, che dista 20km, ma ha sempre ricevuto un grande supporto da questo fronte. Gli appuntamenti del Winter Festival, presso i nuovissimi Spazio Astra e Microclima Vini & Vinili, saranno i primi veri e propri eventi in “trasferta” per il nostro collettivo e siamo decisamente curiosi di vedere se la reazione di Foligno confermerà i nostri buoni presentimenti.

Quanto è importante la collaborazione con i locali che durante tutto l’anno si occupano degli eventi sul territorio?
L’Umbria è una realtà territoriale veramente piccola, ma attivissima e molto variegata dal punto di vista dell’eventistica. Secondo il mio punto di vista, collaborare con club e locali a noi vicini è una grande priorità sia a livello promozionale che a livello prettamente tecnico. Unire le forze e confrontarsi quotidianamente con gli addetti al settore della nostra regione permette di muoversi con maggiore tranquillità su qualsiasi fronte organizzativo: da una semplice dritta sul lato logistico ad un più delicato confronto sulla programmazione artistica, tutto fa gioco.

Com’è il rapporto con le istituzioni della zona?
Nonostante il gran potenziale turistico che potrebbe accrescere un piccolo comune come il nostro grazie alla presenza di un festival musicale, le istituzioni di Bastia Umbra, con cui ci proviamo a collaborare annualmente, non sembrano fortemente propense a valorizzare il nostro lavoro. La nostra regione è cresciuta moltissimo sul fronte musicale (conto almeno 3 manifestazioni musicali di spessore nazionale nate negli ultimi 10 anni, per non parlare di Umbria Jazz ed altri eventi storici), ma non ci sembra di aver ottenuto una fama tale da poter contare sul pieno appoggio del Comune o della Provincia di Perugia. Lungi da me avanzare una critica nei loro confronti, ma credo che per l’Umbria sia giunto da tempo il momento di aprire gli occhi e comprendere che i festival musicali sono una branca del turismo da tenere sotto controllo e supportare con tutte le forze.

CHROMA FESTIVAL 2018 - THE AFTERMOVIE

Ladies & Gentlemen, a distanza di 6 mesi da #Chroma18, siamo lieti di annunciarvi che tra 6 mesi esatti prenderà di nuovo il via la nostra magica tre giorni di musica, arte, intrattenimento e fratellanza. Ve lo diciamo col sorriso a 32 denti stampato in faccia e con un entusiamo immenso, raccontandovi quanto è accaduto l'anno scorso con lo splendido aftermovie di Penumbria Studio. #CHROMA19

Com’è stata la selezione delle band? La proposta è stata numerosa? Abbiamo selezionato circa un quarto di tutte le adesioni ricevute (15 progetti su 60/70). Per essere una prima edizione siamo molto soddisfatti del feedback ricevuto, in particolare perché il grosso delle domande d’iscrizione è arrivata da band non umbre che si sono accorte di noi.

Cosa bolle in pentola per la versione estiva?
Stiamo riempendo il calderone delle idee sin dalla scorsa estate. Basti pensare che alcune novità della prossima edizione sono nate nella notte in cui stavamo sistemando il prato dopo Chroma 18, il che è tutto dire… Come nelle precedenti edizioni concederemo pieno sfogo alla vena artistica di chiunque e a qualsiasi forma d’arte ed intrattenimento oltre alla musica. Abbiamo riconfermato anche quest’anno il montaggio di uno skate park nella nostra area festival, ci siamo già messi in contatto con nuovi disegnatori, writers, artisti e collettivi di fotografi per live drawing nonché esposizioni e mostre. Chroma Festival non è mai consistito in soli concerti, e non lo sarà mai; specie perché sono i componenti della nostra Associazione Culturale i primi artisti di questo evento. Siamo noi a creare il grosso delle installazioni che ogni anno riempiono il nostro grande prato, sacrificando un po’ di tempo libero e qualche ora di riposo da Aprile a fine Maggio. Dal punto di vista della line-up, grazie anche al risultato più che positivo dello scorso anno, sto lavorando da mesi ad ospiti di gran rilievo. Piccolo spoiler: forse ci affacceremo sul fronte internazionale.

Dopo i fatti di Corinaldo temi che possano esserci ulteriori pressioni e difficoltà nell’organizzazione dei vostri eventi?
I riflessi degli eventi di Corinaldo si stanno già facendo risentire da qualche mese in Umbria, come era naturale che fosse. A tal proposito, credo che le attenzioni relative alla sicurezza e al lato burocratico delle manifestazioni estive di tutta Italia incrementeranno, specie per noi, che siamo limitrofi alle Marche. Anche perché se rivolgiamo lo sguardo verso l’altro lato del confine umbro (Arezzo, in riferimento al concerto di Young Signorino al Karemaski), l’intrattenimento del centro Italia non sembra passare giorni felici.

Hai qualche sogno nel cassetto per le prossime edizioni del Chroma Festival?
Osservare la gente che torna a godere della bellezza di un concerto. Di questi tempi è davvero complicatissimo, ma non riesco a togliermi dalla testa l’immagine utopica di un grande prato verde sul quale un fiume di persone si gode spensieratamente il live di una band (che magari non ha mai sentito prima) in compagnia di amici, sconosciuti con la stessa passione e qualche birra. Al di là del grande nome sul manifesto della line-up o del futuro dell’evento in sé, voglio solo augurarmi che tutti gli sforzi annuali di circa quaranta persone siano utili a rendere felici e curiose le nuove e le vecchie generazioni.