Live People

Amari: i buoni motivi per andare in tour

Da vent’anni presenti sulla scena della musica indipendente, gli Amari rappresentano un punto fermo all’interno dello scenario musicale di questo genere. Tornati lo scorso anno con Polverone, dopo quattro anni di silenzio, hanno deciso di metter in musica il grande trambusto degli ultimi anni, facendo nascere così accurati quadretti esistenziali. Si parla di traslochi, della perdita di un amico che va a vivere in un’altra città oppure di luoghi vissuti nel passato ora completamente diversi da come li ricordavano. Luoghi come quelli che si vivono in tour, vero banco di prova per ogni band e anche per loro. Abbiamo raggiunto Dariella degli Amari proprio per farci raccontare quali sono i cinque buoni motivi per andare in tour e, anche in questo caso, si è alzato un Polverone davvero degno di nota.

Il cibo

E questo vale per ogni latitudine del globo: perché si sa, il bello del viaggio è soprattutto conoscere e cosa c’è di meglio da investigare se non le prelibatezze locali data per data? Ma poi nella vita di tutti i giorni chi ti accompagna nei ristoranti permettendoti l’abbuffata senza limiti? Questo ovviamente comporta spesso gravi disfunzioni motorie nelle prime fasi dei live perché sì, siamo sempre lì che ci ripetiamo oh regaz, mangiamo poco eh sennò saremo di legno su quel palco!… Certo, ci credi? Memorabili in questo senso le calate in Puglia dove abbiamo mangiato e bevuto cose che voi umani…

amari foto promo caserma 4(1).jpg

Cronaca Vera

Questa ovviamente è una tradizione di lunga data e si perde nella notte dei tempi (nei nostri tour perlomeno). Certo perché partire in tour significa fare pausa in autogrill e cosa c’è negli autogrill? No non sto parlando delle noci di prosciutto al pepe, ma di Cronaca Vera , la gloriosa rivista di costume e cronaca dal taglio vagamente psichedelico a cui in passato abbiamo pure dedicato un singolo (Cronaca vera/ Poweri 2009). Che poi uno solitamente in riviste come CV ci inciampa nelle sale d’aspetto del medico di base e invece noi, che siam maiali, lo cerchiamo negli autogrill. Come si fa a fare a meno di rubriche come “lettere dal carcere” o la famosissima “Cronache incredibili”? Non si può e infatti si parte in tour anche per questo!

La Friendship

Siamo sempre stati una band dislocata, anche se tra di noi ci conosciamo dai tempi delle superiori, ma anche prima. Per cui c’è chi vive a Milano e chi a Udine e non c’è sempre l’occasione per beccarsi o fare due chiacchiere. Diciamo che recuperiamo il tempo perso durante le estenuanti scorribande per lo stivale. Riassaporiamo i nostri odori, ci contiamo le rughe reciprocamente, facciamo in modo che per un po’ non ci venga assolutamente voglia di rivedersi. Ci riusciamo sempre eh! Poi c’è la friendship che nasce con le altre band, i promoter e ovviamente i matti che ci vengono a sentire.

Le birrette buone

Parte della band è molto affezionata alle birre artigianali. Chi più chi meno siam tutti un po’ in fissa per le luppolate dai sentori tropicali! Ebbene girando un po’ di festival vi sarete resi conto che negli ultimi anni la cosa delle birre artigianali è cresciuta esponenzialmente fino a diventare uno dei tanti ingredienti che ti rendono felice mentre ascolti le musichissime. Ebbene e chi può essere più contento di noi che quando siamo in tour passiamo pomeriggi interi nei backstage dei festival? Collezionale tutte!

Endorfine in omaggio

Siamo una band dalla storia quasi ventennale e se c’è una cosa che non è mai cambiata in tutti questi anni di suonate, che ci siano venti oppure 1000 persone a sentirci, è quella sensazione di disagissimo e debolezza nei 15 minuti prima di salire sul palo. Non saprei definirla in atro modo ma quel che è certo è che quello che succede immediatamente dopo è un toccasana per ogni malanno. Il rilascio di endorfine durante un live è qualcosa di inspiegabile; prima sei una caciotta e 10 sec dopo sei un super sayan! No davvero, ma proprio nessun dolore come cantava il caro Lucio.