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Angelica canta da sola: i cinque motivi per cui il nuovo album merita di essere portato in tour

ANGELICA al secolo Angelica Schiatti è una cantautrice originaria di Monza che si è fatta conoscere come leader dei Santa Margaret, band con la quale ha registrato un disco, due colonne sonore, suonato al primo maggio di Roma, e vinto gli Mtv Awards New Generation. Amante dei colori pastello, dei suoni leggeri e della pellicola vintage che applicherebbe volentieri anche alla retina dei suoi occhi, ANGELICA ha iniziato questa seconda vita da solista. Domani uscirà il secondo singolo, I Giocatori ma sabato, allo Zog di Milano in occasione della Milano Music Week, siamo andati ad ascoltare, per la prima volta live, l’intero album, chiedendole quali sono i motivi per cui vale la pena di portare il suo lavoro in tour.

Un album nato per il live

Questo progetto io l’ho fatto fondamentalmente per andare poi in tour. Senza entrare nella retorica del fatto che oggi non si vendono più i dischi, e che quindi la cosa che fa meglio a un progetto sono i concerti. L’intero album è stato proprio pensato per poterlo portare dal vivo, una volta composte queste canzoni avrei potuto scegliere diverse strade di produzione e ho scelto questa proprio perché sapevo che sarebbe stata molto funzionale dal vivo, e fra poco lo sentirete. Mano a mano che andavamo avanti, ci ritrovavamo, ad ogni pezzo a dirci ‘azzo questo dal vivo è una bomba, non vediamo l’ora. Ci sono anche le strutture, che ovviamente su disco sono strutture da disco però adattabili facilmente al live, anche con tanti spazi per improvvisazione e jam session. E già questi potrebbero essere un paio di motivi, ma ce ne sono diversi.

Angelica

Non è musica senza live

Il secondo motivo, venendo io da una band, quindi con un passato in band, è che non concepisco un progetto musicale che non tenga in considerazione la dimensione dal vivo, e vuol dire farlo fin dalla partenza, magari non dalla scrittura perché è bene che questa non venga influenzata più di tanto da agenti esterni, però deve tenere in considerazione che il concerto è l’anello della catena che poi porta la tua musica effettivamente alle persone. È vero che oggi con tutta la diffusione che puoi avere attraverso internet la musica che fai può arrivare direttamente dal produttore al consumatore ma non puoi sostituire quella dimensione.

Valorizzare i contributi artistici

Il terzo motivo è che questo disco è suonato da musicisti che seguo e ho seguito dal vivo e amo: si tratta di Fabio Rondanini dei Calibro 35, Massimo Martellotta dei Calibro 35, Daniel Plantz dei Selton, Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion, Anna Viganò di Verano, Ivo Barbieri che suona con Ghemon e Stefano Verderi con cui ho diviso una vita. Quindi questi musicisti hanno messo molto del loro, sono stati abbastanza liberi nel metterci appunto la loro personalità ed è per questo un onore riportare dal vivo quello che loro hanno inciso in studio.

Il live è quel che mi riesce meglio

Il quarto motivo è che dal vivo sono brava (ride). Alla fine vengo da quella roba lì, anche se nei pezzi mi sono dilettata su logic, tipo piccola nerd, a provinarli, però vengo dal mondo del live e quindi la dimensione dove mi sento più sicura e felice è quella, molto più che in studio anche se mi è servito tanto, come crescita artistica mia. L’ambiente dello studio è stato importante ma se mi devo vedere in un punto, quello è il concerto, il palco. Passare dallo studio alla sala prove è stata una goduria.

La mia band spacca

Il quinto motivo è che anche la band dal vivo spacca. È formata da Daniela Mornati alle tastiere, che la ricordiamo per Selton, Raffaele Scogna alla batteria che ha suonato per Nic Cester, Ghemon e Selton, Valerio Mina, amico di vecchia data che suona in una band che si chiama Le Formiche, e che è l’addetto a mettere la polvere col suono su tutto il resto. Il disco è stato prodotto da Antonio Cooper Cupertino, il migliore produttore in Italia, soprattutto per quel mondo di musica suonata, musica vera. E poi abbiamo Ivo Barbieri al basso, anche lui un pezzo di Santa Margaret. Insieme sono proprio una band straordinaria che rende questo progetto degno di essere seguito e portato in tour.