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Damien McFly è stato espulso dagli Stati Uniti per un problema di visto

Foto di Luca Lago


É successo di nuovo: Damien McFly, un artista italiano diretto a un festival americano viene fermato alla frontiera per un problema con l'ESTA, il visto necessario per entrare negli Stati Uniti.

Era già successo, a marzo 2017, ai Soviet Soviet, arrivati oltreoceano per un tour promozionale e la partecipazione al festival SxSw di Austin (Texas). 


Damien McFly avrebbe dovuto partecipare al Namm Show, il più grande convegno del settore musicale del mondo, ma è stato bloccato alla frontiera una volta atterrato a Los Angeles e, dopo una detenzione di 26 ore, è stato rimpatriato con l'accusa di essere entrato illegalmente nel Paese.


La legislazione statunitense è molto restrittiva per quanto riguarda gli ingressi nel Paese: se un artista (o un atleta) entrano in America per lavorare e percependo un compenso, hanno bisogno di un visto lavorativo mentre se la loro permanenza è a titolo gratuito basta l'ESTA turistico. Il fatto che Damien McFly avrebbe suonato al Namm Show, che prevede un biglietto di ingresso, è bastato a far rientrare l'esibizione musicale nella sfera del "lavoro pagato" e, dunque, con la necessità di visto lavorativo. 


Damien McFly, dopo essere stato interrogato, è stato privato di cellulare, documenti, effetti personali e imprigionato per 26 ore, dopo le quali, scortato dagli agenti di polizia, è stato accompagnato in aeroporto ed imbarcato su un aereo per l'Italia.

Sulla sua pagina facebook, in un video, racconta la sua esperienza.