Live People

Definire il Live Club e la sua capienza: la missione del tavolo tecnico di KeepOn LIVE

Mercoledì 17 aprile, all’interno degli spazi dell’Estragon Club di Bologna si è svolto il secondo tavolo tecnico tra gestori di live club, ingegneri e architetti per determinare i prossimi passi del percorso che sta portando la nostra associazione di categoria a definire, in termini istituzionali, la figura del live club e la sua capienza.
All’interno di un ambiente e di un clima collaborativo e motivato si è partiti dalla relazione dell’architetto Elisabetta Mazzola, che ha indicato come prioritaria la stesura di una richiesta scritta da inoltrare al corpo dei Vigili del Fuoco per l’ampliamento della capienza, così definito: puntiamo ad 1.2 a mq netta per tutti i locali aventi diritto ed il 2.0 di superficie netta per i LIVE club che rispecchiano e seguono le norme di sicurezza (uscite, personale formato, etc etc). Una nuova categoria, musica dal vivo, che prevede gli 1.2, e che non andrà a sostituirsi agli 0.7 attuali, ma ad aggiungersi. Partendo dall'articolato grezzo preparato lo scorso mese, inoltre, sostituiremo per il momento la richiesta di codice Ateco con l'emissione di un bollino a marchio KeepOn in grado di riconoscere il live club in quanto centro artistico culturale attraverso un “bollino” di qualità, con un codice etico nel quale identificarsi.

Tutto questo è possibile attraverso l’integrazione di vecchie norme, il decreto ’96, con varianti specifiche legate alla pianificazione di un’eventuale evacuazione da inserire all’interno del piano di rischio. Un cambiamento epocale, a livello nazionale, e che agevolerebbe di molto anche il lavoro dei Vigili del fuoco in fase di analisi dell’agibilità di un locale, che però non dovrebbe richiedere molto tempo, proprio perché si parla di un’integrazione a qualcosa di già esistente. Anche la scelta dell’aumento della capienza non è casuale, ma tarata su quello che è il modello europeo, e sull’agibilità, anche in Italia, dei palazzetti e degli spazi all’aperto. L’aspetto importante, da valutare con attenzione all’interno del dialogo con i Vigili del Fuoco è quello di poter approvare questo aumento di capienza con l’attuale piano di sicurezza vigente.

Allo stato attuale sono già partiti, a livello di governo centrale, gruppi di lavoro che hanno come obiettivo una nuova regolamentazione degli eventi all’aperto, al fine di evitare che le prefetture, con il loro lavoro e intervento, possano applicare in modo arbitrario le norme esistenti, come nel caso del decreto Gabrielli. L’obiettivo finale, facendo una sintesi di quello che è il percorso politico, con quello della nostra associazione, è quello di arrivare ad avere una norma chiara, precisa e completa, redatta dai gestori dei live club e dai Vigili del Fuoco.

Il confronto con i locali ha avuto quindi l’obiettivo di andare a chiarire, una volta per tutte, la direzione da prendere. Ma all’interno del dialogo con coloro che, sul campo, dovranno attuare la norma, è emersa la grande territorialità dell’applicazione delle attuali normative. Dal modello Milano, con lo sportello unico Suap visto come un’esigenza prioritaria da estendere a livello nazionale, alla richiesta di una normativa unica per tutto il pubblico spettacolo, con una configurazione adattata al singolo contesto (cinema, teatro, live club).
Su Bologna un percorso simile è già presente, grazie alla collaborazione con l’ingegner Monaco, che sta preparando un interpello al ministero per arrivare, a nome del Comune di Bologna, alla capienza di 2.0 p/mq.

Un percorso istituzionale che, come è stato confermato nella riunione pomeridiana, ha bisogno di una campagna di comunicazione ben chiara. La vera domanda, che è palese per chi ci lavora tutti i giorni, meno al resto della popolazione, è: Che cos’è un live club?

Per questo motivo c’è l’esigenza di andare a interessare l’opinione pubblica, attraverso tematiche di interesse comune: perché la differenza tra un live club e una discoteca, alle famiglie che rappresentano il target medio dell’informazione, interessa poco. Per questo trasmettere il concetto che un Live Club è, prima di tutto, un centro di aggregazione socio culturale, che esprime cultura, la nostra cultura, è un punto individuato come vincente per arrivare ad attirare l’attenzione. Un’attenzione veicolata da un’altra risposta ad un’altra esigenza: un data collecting aggiornato rispetto ai numeri fatti dalla musica dal vivo.

Perché se è vero, come è vero, che il mondo della musica è il vero traino del pubblico spettacolo, è altrettanto vero che una vera e propria raccolta di dati economici, non è fatta dal 2014, quando proprio KeepOn LIVE si era mossa, grazie alla collaborazione dei locali del circuito, per informare il paese di cosa significhi essere un live club. Per questo, per dimostrare una volta ancora l’attaccamento a questo progetto e al proprio lavoro, vi chiediamo di sostenere il nostro impegno, che è in primo luogo il vostro. Non solo associandovi, ma soprattutto compilando il modulo del data collecting e far sentire, definitivamente, la nostra voce, la voce di una categoria che conta.

I prossimi appuntamenti dove porteremo le nostre istanze:

  • 30 aprile: appuntamento con AGIS e Confcommercio Impresa Cultura Italia
  • 6 maggio: Tavolo su Diritto d'Autore e Spettacolo dal Vivo col Ministro ai Beni e Attività Culturali Alberto Bonisoli
  • 14 maggio: Convegno su imprenditoria e live con Invitalia a Napoli
  • 7 maggio: Convegno su sicurezza per i Live Club al MIR di Rimini
  • 2-6 giugno: General Assembly Live DMA a Nantes per confronto Europeo
  • TBA: Convegno su sicurezza per i Live Club al Medimex