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gaLoni: cinque canzoni che andrebbero insegnate a scuola

gaLoni è un cantautore della vecchia scuola, testi delicati, ricercati con una sonorità che si avvicina al folk. Dopo una pausa di quattro anni è tornato, luglio, con un nuovo singolo, Banksy, e ora sta girando in tour. Chiuderà il primo ciclo di date domani, a Pescara, alla Scuola Macondo, ma prima ci sarà il live di questa sera, all’Osteria Infinito di Grottammare (Ap). Nel frattempo gli abbiamo chiesto di raccontarci quali sono, secondo lui, le canzoni che andrebbero insegnate a scuola. Ecco cosa ne è emerso.

L’avvelenata – Francesco Guccini

Ascoltare Guccini è come seguire un corso universitario di linguistica. Da lui si impara l’italiano e l’uso ostinato della metrica. Una lingua che richiede di essere regolamentata secondo una struttura testuale precisa. Forse più di chiunque altro è riuscito a stabilire un dialogo con la poesia classica italiana, non solo nei contenuti ma soprattutto nella forma. Questa canzone ne è un esempio. Potremmo divertirci a tirare giù la metrica con le solite lettere ABC e cosi via. Scopriremmo uno schema preciso dal quale difficilmente si sfugge.

La domenica delle salme – Fabrizio De Andrè

È una canzone che mi ha segnato. Tutti i giorni, in modo automatico, mi viene di canticchiare Tentò la fuga in tram verso le sei del mattino e poi mi fermo. Un De Andrè visionario e distopico. Una canzone testamento che preannuncia un’era nebulosa. È un testo che richiede una ricerca scrupolosa degli eventi citati e dei personaggi in questione. Sapere chi era Renato Curcio, la Baggina, De Andrade. Mettere insieme tutti gli elementi e poi tirare le conclusioni. Una lezione di storia e di cronaca contemporanea. Servono carta e penna mentre si ascolta. Occorre prendere appunti.

Lo scrutatore non votante – Samuele Bersani

Ho voluto inserire Samuele Bersani perché è un autore che merita la giusta attenzione. Tra le sue canzoni ho scelto Lo scrutatore non votante. È una descrizione perfetta e sarcastica di una categoria di italiani, quelli che non prendono mai una decisione ma non perdono tempo a criticare quelle prese degli altri. Sarebbe fondamentale educare gli studenti alla determinazione, a fare delle scelte, qualsiasi esse siano, senza aver timore di sbagliare.

Il battito – Ivano Fossati

È sempre difficile dare una lettura inequivocabile al testo di una canzone e qui si possono aprire porte interpretative diverse. Io sento che emerge una critica alla società “mediatica”, alla quantità dilagante di informazioni e opinioni raffazzonate, al flusso di un sapere inconsistente e pericoloso. Fossati auspica un ritorno al punto d’inizio, ad una civiltà antica, al geroglifico, all’essenza delle cose. E il pensiero sarà un colore, il colore sarà un suono, il nostro suono un battito.

Galoni

Nessuno – Giovanni Truppi

Giovanni Truppi gioca con la lingua, la destruttura, la accartoccia, la capovolge, crea paradossi, nonsense e collegamenti astratti che convivono pienamente nella realtà delle cose. E questo mi piace. È una scrittura singolare che ricorda le avanguardie letterarie di primo novecento. Una parola, un verso, una pezzo di prosa cantato velocemente può essere tutto, il contrario di tutto, o niente di questo.

La foto è di Sofia Bucci