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«Il pubblico è sempre più esigente»: l'intervista a Elisa Giusti, direttore artistico di Ferrara Sotto Le Stelle

Elisa Giusti, dall'anno scorso, è a capo della direzione artistica del festival Ferrara Sotto Le Stelle. Per quei pochi che non lo conoscono ancora, è uno dei più importati festival italiani: ha ospitato artisti del calibro di Radiohead, Sigur Ròs, Paolo Conte, Bob Dylan, Kraftwerk, Franco Battiato e molti altri ancora. Anche per questa ventitreesima edizione i nomi sono decisamente altisonanti: da The Breeders a Cosmo, dagli LCD Soundsystem ai Kasabian, senza dimenticare Colapesce e Cigarettes After Sex. Insomma, la responsabilità è tanta ma non sembra per niente preoccupata. La nostra intervista.

Il tuo è un ruolo fondamentale in un festival. Immagino tu ti senta addosso una certa pressione.
Bè, devo ammettere che la responsabilità è tanta ma sono io la prima a voler prendermela tutta. L'anno scorso è stato magnifico, non avrei potuto chiedere di meglio e non mi sarei mai aspettata andasse tutto così bene. Se devo trovare l'unico neo, indipendente dalla volontà di tutti, è stato quell'acquazzone giusto prima della data degli Alt-J che mi ha spaventata parecchio, ma tutto sommato ha contribuito a dare un tocco in più a quella serata e forse un po' all'intera edizione dello scorso anno.

Cosa ti aspetti invece da questa edizione?
Spero vada tutto come l'anno scorso, ormai il cartellone è chiuso ed ora speriamo di vendere più biglietti possibili.

Qual'è la parte più dura del tuo lavoro, quella più difficile?
Sicuramente, come ti dicevo, chiudere un cartellone eterogeneo, che possa piacere a tanti, ti assicuro che non è semplice. E poi c'è la speranza di riuscire a vendere tanti biglietti ovviamente, incentivando l'acquisto con pubblicità ed azioni mirate. L'aspetto più delicato è sicuramente far quadrare i conti, non è facile cercare di bilanciare il tutto, il numero di date, il cachet degli artisti, i prezzi dei biglietti... ma ci si prova! Il momento invece che mi regala la maggior soddisfazione è quello in cui entra la prima gente in Piazza Castello: per ogni data vedere quel primo centinaio di persone che ha aspettato in fila il momento per entrare, quando varca la soglia... ecco, quella è la visione che ogni volta mi riempie il cuore di gioia e che ripaga tutti gli sforzi fatti insieme per mettere in piedi il festival.

Ferrara Sotto Le Stelle 2018

Se dove descrivere il tuo pubblico come faresti?
Penso che il pubblico dei festival in generale sia diventato molto più esigente, e non è sempre facile accontentarlo; è un pubblico attento, che segue la musica ma che è anche lì per divertirsi. Il pubblico di Ferrara Sotto Le Stelle è un pubblico estremamente educato, e questa per noi è una gran fortuna.

Come scegliete gli artisti da chiamare al festival? Io immagino brainstorming sanguinari ai tavoli di uffici, con riunioni in cui ci si sbrana per far valere le proprie valutazioni o considerazioni...
Mi dispiace deluderti ma, proprio per evitare questo tipo di situazioni, la responsabilità delle scelte è tutta mia. Cerco di tenermi sempre informata, leggo tanto, ovviamente ascolto un sacco di musica, cerco di prevedere quello che potrà funzionare un anno per l'altro, frequento ed osservo le lineup di altri festival, ed in base a questi elementi cerco di prendere le mie decisioni. Ovvio c'è un consiglio con cui mi confronto, ma l'ultima parola spetta a me e sono pronta a sentirmi dire "te l'avevo detto!" in caso di eventuali flop... come è stato un po' l'anno scorso con i Thegiornalisti. 

Che è successo?
Non è stato un flop a livello di numeri, tutt’altro, ma è stata una scelta molto criticata. Io, invece, la rifarei altre mille volte perché è stata data la possibilità ad un pubblico trasversale, e soprattutto giovane, di conoscere il festival e la città.

In un festival quanto conta la location?
Devo dirti la verità, questa è un'altra grande fortuna di questo festival, e tra l'altro è bello che il luogo sia proprio il centro della città, perché permette di creare una sinergia splendida. In tanti mi hanno proposto di cambiare location, anche per fare eventualmente numeri più alti a livello di ingressi e quindi proporre anche un'offerta più ricca. È anche vero che Piazza Castello ed il cortile del castello Estense possono rappresentare delle armi a doppio taglio, perché sono una dimensione media, non troppo piccola ma nemmeno troppo grande, e questo ovviamente influisce tanto sulle scelte a livello artistico. Ad ogni modo, mi sto battendo per mantenere il palco nel centro della città, in modo da far scoprire a chi viene al festival tutto ciò che ci sta attorno... d'altronde se così non fosse, non si potrebbe forse nemmeno parlare di Ferrara sotto le stelle nel vero senso della parola.

Immagino che chiudere un calendario di un festival com il vostro sia molto complesso: ci sono stati artisti che hanno rifiutato?
Certo, far quadrare le varie disponibilità non è semplice, ma anche in questo caso cerchiamo sempre di trovare il giusto compromesso. Ovvio che cerchiamo di fare sempre il nostro meglio, a volte ci si riesce di più, a volte meno, ma anche quest’anno, con l'unica data italiana degli LCD Soundsystem, possiamo dire che ci siamo fatti un bel regalo!

La Last Shadow Puppet Ferrara

(The last shadow puppets - Ph:  Luca Gavagna)

E c'è qualche artista per cui faresti carte false per portarlo a Ferrara Sotto Le Stelle?
Dipende, nel senso che i miei gusti cambiano un po' di anno in anno, come tutti... ovvio che se dovessi fare un nome, ecco, oggi ti direi che una bella reunion degli Smiths anche per far contento Bobo (l'ex direttore artistico, Ndr) e fargli un bel regalo… Bisogna fare sempre i conti con le dimensioni della location e dei costi, Ferrara Sotto Le Stelle non potrà mai permettersi i Rolling Stones…

C'è qualcosa che vorresti cambiare? Non necessariamente in meglio, ma qualcosa del festival che vorresti fare o proporre magari in maniera diversa?
Bella domanda: per quanto riguarda il festival in sé, direi di no: sicuramente ci possono essere alcuni aspetti da migliorare, c'è chi ad esempio mi propone di concentrare il tutto in tre giorni, ma ci risulta difficile riuscire ad incastrare le disponibilità dei singoli artisti in tempi così ristretti. Sicuramente una cosa che mi piacerebbe fare è creare una sorta di appendice invernale al festival: Ferrara ha spazi che potrebbero essere sfruttati ed inoltre ci sono tante piccole realtà con cui creare delle collaborazioni che potrebbero essere proficue per espandere un po' il festival ed aprirlo anche in altri periodi dell'anno.