Live People

«La muscia dal vivo è una missione», il presidente Alfonso Avvisati, racconta le sfide dell'Arci La Freccia

Abbiamo intervistato Alfonso Avvisati, Direttore Artistico, nonché Presidente del circolo Arci La freccia – Ex Mattatoio. Un'opportunità per concentrarsi sui risultati raggiunti che hanno permesso al circolo di essere riconosciuto come punto di riferimento di Aprilia, a tal punto da poter competere, pur rimanendo un circolo di provincia, con i locali dei grandi centri. Abbiamo parlato, poi, della programmazione, dei circoli Arci, strappamdo anche una piccola anticipazione per questa estate.

Arci La Freccia – Ex Mattatoio è un circolo che da Aprilia è diventato uno dei più importanti centri del Lazio e conosciuto in tutto Italia. Come si arriva a raggiungere questi risultati?
Si arriva con grandi sacrifici perché Aprilia è una realtà di provincia, meno conosciuta. Già il fatto che il nostro circolo sia arrivato ad essere conosciuto a Roma, prima, e nel resto d'Italia, poi, significa che si è lavorato bene. Abbiamo una lunga tradizione che conta sedici anni di attività, continuativa. Non ci siamo mai fermati come promotori di cultura: offriamo musica live, siamo spazio di connessione e aggregazione in un luogo anche un po' borderline. Questa situazione è anche degenerata perché ora questi spazi soffrono un po' di più rispetto agli anni passati, quando c'era un approccio sicuramente diverso. Noi lo sentiamo tanto questo aspetto, come qualcosa di forte e personale: è qualcosa di più di un locale, quasi una missione. Parte proprio da una necessità collettiva di apriliani, quali siamo, di avere un luogo dove sentirsi liberi e a casa: ovviamente questo non basta e quello che ho cercato di fare è stato di professionalizzare la struttura. Noi siamo volontari, no profit e abbiamo i nostri lavori ma non per questo ho rinunciato, da presidente e direttore artistico, a richiedere una grande professionalità nei confronti della musica dal vivo: fonico, ufficio stampa, bar e tutti i servizi che girano attorno. Agiamo come una vera e propria organizzazione di spettacolo in un contesto organizzativo. Questo è il nostro punto di forza, oltre al fatto di essere radicati fortemente sul territorio. Questo lavoro ha pagato e ha fatto confluire tanti giovani anche da fuori Aprilia, novità degli ultimi anni perché all'inizio era molto difficile attirare persone di altre città: un'altra grande vittoria.

Ovviamente le difficoltà di occuparsi di live music in un piccolo centro sono evidenti come hai appena sottolineato. Ci racconti invece quali sono i pregi? Penso, magari, ad una clientela affezionata o un rapporto personale con il pubblico?
La mancanza di spazi è una caratteristica del posto perché ricordiamo che Aprilia non è proprio un paesino, è un centro grande, ci sono 80mila abitanti. La fatica sta nell'essere presenti quando non si viene aiutati. Un conto sono i flussi e le influenze che si possono avere in città, un conto è quello che viviamo in provincia: io però non ho mai rinunciato a proporre spettacoli di avanguardia e artisti emergenti. Per quanto riguarda il rapporto con il pubblico, ormai non è più così. La clientela affezionata ci capitava un po' prima, quando eravamo sganciati da questo percorso, invece la sfida vera è proprio questa: da qualche anno a questa parte si è iniziato ad offrire spettacoli di artisti da fuori regione e il pubblico è diventato sempre più variegato.

Arci Freccia

Passando nello specifico al tuo ruolo di direttore artistico. Quando hai iniziato questo percorso e da dove nasce l'idea?
C'era assolutamente una volontà precisa di continuare la mia personale esperienza di collaboratore iniziale, dando un taglio artistico preciso e netto. Questa che sta per finire è stata la mia quinta stagione di direzione artistica e, tralasciando il bilancio che spetta soprattutto ai nostri soci, mi ritengo comunque molto soddisfatto della strada percorsa e dei risultati raggiunti attraverso il lavoro di gruppo svolto insieme a tutti gli altri collaboratori e ai responsabili di area. Oggi l'Ex mattatoio di Aprilia è un live club riconosciuto che alterna contenuti live di band emergenti del territorio a concerti di artisti di fama nazionale senza essere un locale di genere ma abbracciando la buona musica in modo ampio e sempre originale. Altra grande caratteristica del nostro percorso è quella infatti di non proporre quasi mai cover band ma di valorizzare sempre artisti che propongono la propria musica.

Ogni locale ha un dovere nei confronti della propria clientela, per quanto riguarda la proposta artistica. Per voi che siete un Arci e vi rivolgete ai soci, il legame è ancora più stretto. Come ti orienti da questo punto? Qual è la linea che segui?
La questione identitaria per noi è fondamentale perché come anticipato dalla tua domanda, la nostra è una vera associazione no profit e non un locale camuffato da circolo Arci per avere agevolazioni fiscali. Chiaramente, pur avendo un'imparzialità dettata dal fatto di gestire uno spazio pubblico, cerco sempre di offrire ai nostri soci dei contenuti più che inerenti alla nostra realtà ed ai valori nei quali il nostro gruppo si riconosce. È una vera e propria militanza culturale che assume nello scenario attuale un'importanza di primo piano e che sicuramente le persone e la città ci riconoscono da sempre. Da sempre inoltre ho puntato ad un’organizzazione scientifica e professionale del lavoro, programmando tutti gli eventi settimanali con attenzione. Mi piace curare personalmente ogni singola data e ogni singolo artista che viene a suonare. Quello che dico sempre ai ragazzi è che chiunque viene a suonare da noi deve andare via contento, prima ancora per come va la serata a livello di partecipazione, soprattutto perché trova un ambiente familiare e qualificato e perché viene seguito dal soundcheck fino alla fine della serata, dando grande attenzione ai rapporti umani tra artisti e organizzatori.

Arci Freccia

La stagione della musica al chiuso è quasi giunta al termine. Puoi fare un resoconto di quello che avete fatto e, se c'è, qualche live che ti ha lasciato qualcosa in più rispetto agli altri e perché?
La nostra stagione “invernale” è praticamente chiusa. Sicuramente è stata una delle migliori stagioni per noi, molto partecipata, seguita e ricca di bei nomi. Sarebbe ingiusto citare qualche nome a discapito di altri, però basta vedere gli eventi che ci sono stati per capire la qualità dell'offerta. Tra poco poi saremo impegnati in "extra #fuoricultura" il mini festival estivo che organizziamo all'aperto nel piazzale antistante il nostro circolo, giunto oramai alla terza edizione. Sarà una quattro giorni che si svolgerà dal 5 all'8 luglio dove tra mainstage, spazio show case, mostre e laboratori, e street food, cercheremo di competere con le grandi arene romane e della provincia. Il festival verrà aperto e chiuso dall'Aprilia Original Music, un contest regionale dedicato a band emergenti che si sfideranno per vincere i ricchi premi in palio. Il contest è organizzato con il Comune di Aprilia e la Fucina musicale giovanile, lo studio di registrazione che gestiamo in parallelo da diversi anni. Molti gli artisti che si alterneranno nei quattro giorni del festival con il super big di sabato 7 luglio che verrà annunciato a giorni sui nostri canali e speriamo anche su KeepOn.

Te lo ricordi il tuo primo concerto da direttore artistico? Com'è stato, quali erano le sensazioni?
Lo ricordo molto bene ma lo ricordo da persona integrata nel circolo, perché già seguivo la direzione di eventi non musicali da qualche anno. In ogni caso c'era comunque una grande emozione e grande voglia di dare al circolo stabilità e di rinvigorirlo con concerti e attività musicali. Ricordo che già dai primi tempi avevo grande attenzione verso lo show e verso la promozione, soprattutto, per arrivare a più persone possibili e superare i limiti della provincia.