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La posizione di KeepOn Live dopo la tragedia di Corinaldo: «Evitiamo il rischio di un nuovo Gabrielli»

All’indomani della tragedia della Lanterna Azzurra, a KeepOn LIVE, Associazione di Categoria Live Club e Festival Italiani, sono arrivate dagli associati decine e decine di feedback, richieste e opinioni su quanto successo a Corinaldo. Ne è scaturita un'unica voce corale, un auspicio collettivo di categoria, che unisce la sicurezza per le persone che ogni anno affollano i locali e festival (oltre 7 milioni di presenze annue) per divertirsi ed esprimere se stesse, alle tutele di tutti quei gestori di imprese e associazioni di musica dal vivo che svolgono con passione, sacrificio e competenza il loro lavoro.

Si è rafforzata la consapevolezza che l'intera categoria oggi, come all’indomani del Decreto Gabrielli (28.7.2017), rischia di essere fraintesa (e danneggiata: oltre il 20% di festival non si è svolto a causa dell’inapplicabilità delle norme o delle ingenti spese per la sicurezza). Live Club e Festival generalmente sono organizzati e specializzati nell’organizzare eventi con affluenze di pubblico e vendita biglietti. Purtroppo queste tragedie avvengono in luoghi dove la musica dal vivo non è di casa. Come sabato notte, appunto. Dove per altro lo spettacolo non era un concerto.

La consapevolezza maturata è quella del bisogno di chiarezza, per far sì che opinione pubblica e politica non confondano un locale di musica dal vivo con un pub o una discoteca e per scongiurare il pericolo di azioni legislative nate sull’impeto di quanto successo, inapplicabili molte volte nella realtà dei fatti. Al contrario, sarebbero auspicabili provvedimenti o semplicemente controlli sensati e condivisi con coloro che li dovranno poi applicare nei loro spazi. Tutelare le imprese e le associazioni di musica dal vivo è un passo fondamentale, strutturale, per permettere alle persone di esprimersi e svagarsi in sicurezza.

KeepOn LIVE, in quanto associazione di categoria, ha il dovere di fare sentire la voce dei propri associati, gli addetti ai lavori, in quanto massa critica direttamente interessata soprattutto alle conseguenze che i fatti accaduti rischiano di avere sulle attività imprenditoriali e/o associative. È necessario smarcarsi da una potenziale accezione negativa verso il settore e spostare l’attenzione sul sistema normativo che regola i parametri di sicurezza delle nostre sale, quasi sempre incompatibile con le esigenze di sostenibilità economica degli spettacoli.

Per questo motivo KeepOn LIVE ha già avviato due azioni:
- ha aperto il dialogo con contatti istituzionali, con l’obiettivo di poter avere voce in capitolo nelle eventuali discussioni parlamentari;
- l’organizzazione di un tavolo di lavoro comune fra Live Club e Festival, che si avvalga delle competenze tecniche in normativa del lavoro e sicurezza di Doc Servizi, Stea e altri partner per elaborare proposte concrete.

KeepOn LIVE auspica un dialogo costruttivo e concreto con gli attori politici a tutti i livelli, dalla Presidenza del Consiglio ai singoli Comuni nei quali i propri associati operano. È indispensabile un confronto con le imprese e le associazioni che in questo paese permettono ogni anno a oltre 7 milioni di persone di incontrarsi, svagarsi e soprattutto diffondere cultura esprimendo se stesse. Tutelando queste realtà si tutela la sicurezza del pubblico che le frequenta.

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