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Un live dei Buio Pesto per le vittime del ponte Morandi: «La solidarietà tra liguri non ha confini».

Il weekend alle porte vedrà due giorni di concerti destinati alla raccolta fondi per le famiglie coinvolte con le conseguenze del crollo del ponte Morandi a Genova. Si chiamerà Un concerto per Genova, e il Ricavato all'Associazione degli sfollati di Via Porro e Via Del Campasso. La sede della manifestazione sarà l’RDS Stadium di Genova, lo stesso spazio dove, lo scorso 11 novembre, si è svolto il primo evento benefico musicale ufficiale (patrocinato da Comune di Genova, Regione Liguria, S.I.A.E e Nazionale Italiana Cantanti) dedicato alla memoria delle vittime del crollo del ponte Morandi. Protagonisti i Buio Pesto, band dialettale ligure capitanata da Massimo Morini (anche direttore d’orchestra e tecnico del Festival di Sanremo), con cui abbiamo parlato di Genova e dell’importanza che tutti possano sposare questa iniziativa.

Siete definiti tra le band dialettali più divertenti del panorama nazionale. Ma si dice che i più grandi comici sono quelli che riescono a fare anche i ruoli drammatici. E quello su cui avete posto l’attenzione l’11 novembre non è per niente divertente…
Abbiamo sempre avuto una doppia anima. Facciamo beneficenza sin dal primo giorno della nostra attività musicale in Liguria. Abbiamo deciso in seguito a drammatiche vicende personali. Ci siamo detti: “Se mai avremo davanti a noi un pubblico numeroso, lo sfrutteremo anche per fini benefici”. E il destino ci ha regalato 1.400.000 spettatori in 23 anni, che abbiamo spremuto e tutt’ora spremiamo per scopi di solidarietà, oltre che discografici.

All’Indie Pride di Bologna hanno identificato la musica come il veicolo culturale più significativo per trasmettere determinati messaggi: vale lo stesso con la vostra musica?
Non sono d’accordo. La musica è una “trappola” con cui si deve catturare l’attenzione del pubblico. Al suo cospetto poi si devono lanciare opportuni messaggi in modo diretto che lo portino a riflettere e successivamente ad agire. Abbiamo raccolto 250.000 euro con operazioni benefiche (tutte in Liguria, dunque vale doppio!) con questo sistema. “Ecco le nostre canzoni! Ti piacciono? Ti stai divertendo? Ecco, appena finito di divertirti fai qualcosa di utile, perché ci sono persone che non si possono divertire affatto e vanno aiutate da noi “fortunati”.

Parlate di Genova e dei suoi personaggi, per questo vi chiedo: che cos’è per voi Genova?
I Buio Pesto nascono a Bogliasco, il primo paese fuori Genova verso il Levante, ma ad oggi metà della formazione è di Genova. Ma Genova non si può non amare anche per chi non è genovese, soprattutto perché debole e perché il destino spesso si accanisce contro di essa, inventando nuove tragedie che non hanno pari nel resto d’Italia. Abbiamo scritto molte canzoni celebrative “serie” dedicate ai grandi “liguri”: Pertini, Colombo, 150 (dedicata ai partigiani della nostra regione), Giovane Vecchia Italia e tante altre proprio perché vogliamo mostrare a tutti l’importanza dei liguri che hanno reso grande servizio alla nostra nazione. In fondo l’unità d’Italia è stata, passami il termine, gestita da liguri, come anche lo era chi ha scritto l’inno italiano, ed anche il più grande musicista esecutore classico del mondo, il primo astronauta italiano e il più grande Presidente della Repubblica della storia, no?

Come avete appreso la notizia del crollo del ponte Morandi? Quali sono stati i primi sentimenti emersi?
Io ero nel mio studio a lavorare proprio su una canzone per noi Buio Pesto, quando mi è arrivato questo sms: “Non ci crederai, ma è crollato il ponte dell’autostrada”. Come un automa ho acceso la televisione e sono rimasto ipnotizzato per ore chiedendomi come fosse possibile. Nel contempo, visto che conosco personalmente migliaia e migliaia di genovesi, con i miei collaboratori abbiamo passato tutto il giorno e tutta la sera a mandare messaggi e ricevere telefonate per sapere se qualcuno dei nostri per caso fosse tra le vittime. Un panico durato un giorno intero che non auguro a nessun nemico. Alla fine c’erano tre amici di amici. Una tragedia.

Vi siete stupiti di essere i primi a organizzare un live benefico per questa tragedia genovese?
In realtà noi siamo stati i primi solamente perché l’evento era già organizzato da Giugno, poiché noi chiudiamo sempre il tour estivo con un evento benefico. L’abbiamo solo posticipato di due mesi (da Settembre a Novembre) proprio per farlo fruttare di più. Nel frattempo tanti altri hanno organizzato altri eventi, segno che la solidarietà tra liguri non ha confini e sono previste ancora molte manifestazioni nell’immediato futuro.

Nella musica, oggi, ci sono ancora artisti che ci mettono la faccia per dire quello che davvero c’è da dire?
Sembra proprio di sì. Soprattutto direi che i rapper non le risparmiano a nessuno! Noi siamo più “soft”, anche perché, secondo noi, è più utile essere più leggeri nelle tematiche lasciando a chi ascolta la responsabilità di riflettere su quello che gli si è detto, oppure fregarsene del tutto. I nostri temi? La correttezza, l’invidia, la disponibilità, l’amicizia, il rispetto, il senso della responsabilità. Il tutto in chiave comico-goliardica, ovviamente.

Che risposta vi attendete da questo evento e soprattutto da quello che verrà dopo?
Stiamo sperando che tutta Italia si accorga della nostra realtà. 100.000 copie vendute in 23 anni di dischi pubblicati, quasi tutti in dialetto ligure con una grande voglia di mostrare a tutti quanto è bella e preziosa la nostra regione. Il tutto divertendosi. Divertirsi e ridere è una formula formidabile. Piace a tutti, nessuno escluso.

Foto di Maurizio Piperissa