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Mille Punti: «Immagina i Tame Impala che fanno una cover di Alan Sorrenti»

"Retrofuturo" è l'album d'esordio di MILLE PUNTI, che stasera farà il suo esordio live al Circolo Magnolia.Disco music all'italiana con quel tocco di psichedelia che ci fa sognare. Una voce calda e profonda che racconta la malinconia dei ricordi e la goduria della vita, quel passato che si ripresenta continuamente e la voglia di andare avanti, spingendosi sempre un po' più in là. Disco malinconia, disco psichedelia, psichedelia ballabile: chiamala come vuoi, basta che indossi le tue scarpe più comode: perché al suo live si balla.

Come nasce il progetto Millepunti?

Suonavo in una band, i Revo Fever, e quando ci siamo sciolti ho deciso di mettermi in proprio per la prima volta della mia vita. In questo progetto ho voluto curare al 100% tutto il processo creativo musicale che prima avevo sempre condiviso con il resto della band, andando ad approfondire quelle che sono le mie passioni musicali.

E in questo è nato l’incontro con Marco Manini dei Les Enfants e Riccardo Montanari dei Belize?

Loro sono arrivati a giochi fatti, o meglio, li conoscevo già da tempo, e si sono aggiunti al progetto. Ci si incontrava spesso, essendo tutti della zona, e si condivideva anche il palco in alcune date. Un po’ per gioco, poi, nell’estate dell’anno scorso avevamo pensato ad un progetto estemporaneo, lo abbiamo chiamato Il Supergruppo, e aveva l’obiettivo di partire da jam session di disco music da cui avremmo tirato fuori dei pezzi. Ovviamente tutto questo non è avvenuto e dal momento in cui ho dovuto organizzare il disco sotto la parte live la scelta è andata su di loro perché eravamo già in confidenza e condividiamo le stesse passioni musicali.

Perché la scelta è andata su questo genere? Pensi che possa incontrare il mondo del live attuale o è stata solo l’esigenza di esprimere questa tua vena artistica?

Principalmente, continuando il discorso fatto prima, ho voluto cogliere l’occasione per sfogare le mie passioni più grandi e la fascinazione verso gli anni ’70, un periodo che secondo me, per la musica italiana, è stato interessantissimo e volevo approfondire quel mondo. Il tutto accostandolo ad ascolti più recenti come i Tame Impala che rientrano tra le mie grandi passioni. Poi, mi è venuta voglia di fare qualcosa di molto immediato e ballabile e per questo la scelta è ricaduta sulla disco music.

Il prodotto finito è un disco che è davvero un ibrido di passato presente e un pizzico di futurismo che non guasta mai. A questo punto giochiamo con la linea temporale: con chi, tra gli artisti degli anni ’70, faresti un featuring?

Sono un super fan di Battisti e penso che si senta dai pezzi (ride ndr). Per me lui è proprio Dio, dal punto di vista musicale, e penso anche che sia stato un rivoluzionario, un aspetto che ritengo che sia riconosciuto anche oggi. Sarebbe stato stupendo collaborarci. Mi fa ridere la storia di Alan Sorrenti che era un pazzo scatenato, vorrei fare canzoni con lui, ma anche con Enzo Carella perchè so che erano pazzi entrambi. Se per Battisti il motivo è artistico, in questo secondo caso lo avrei fatto per il personaggio. Battisti, poi, era talmente all’avanguardia che secondo me avrebbe conquistato anche la scena internazionale.

Che estate vedi davanti a te?

Non lo so ancora perché è tutto da vedere, ci saranno sicuramente un paio di date interessanti che però non possono essere ancora annunciate. Ma il live prenderà piede, ne sono convinto, quello di stasera sarà un bel lancio e mi aspetto che da qui nasceranno altre situazioni.

Ad un live come quello a cui hai pensato ti aspetti un pubblico giovane o degli anni ‘70?

Mi aspetto un pubblico un po’ più giovane e abituato ad andare ai concerti più che revival, perché io mi ispiro ma non sono un ortodosso di quel tipo di musica. Immagino che chi ascoltava quella musica negli annui 70 riconoscerà gli elementi ma non li vedo proprio fan. Poi invece magari verranno eh, chissà, stasera sicuramente viene mia mamma che alza la media.

La foto in copertina è di Alessandra Lanza.