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Primi Palchi: Angela Baraldi - Best Performer

Di palchi ne ha conosciuti tanti, non solo musicali. Per lei il concerto è ancora un momento importantissimo, forse proprio perché non si è mai stancata di indagare le sfumature, le piccole tensioni e tutto quello che di magico si crea tra l’artista e il suo pubblico. Tutta questa passione le ha fatto guadagnare il titolo di Best Performer della nostra Live Parade di marzo. Abbiamo intervistato Angela Baraldi.

Partiamo davvero dall'inizio. Te lo ricordi il tuo primo concerto in assoluto?
Certamente, l'ho fatto al Caffè del Teatro in Piazza Verdi a Bologna. Saranno stati i primi anni ’80, avevo poco più di sedici anni. Ricordo che durante l'esibizione si sentì un colpo di arma da fuoco proveniente dalla strada, tutti uscirono per andare a vedere. Noi continuammo senza fare una piega davanti all’unica persona rimasta in sala, che era Piero Manai, un artista fighissimo che stimavo molto.  Pensai che, comunque, i migliori li avevamo conquistati, anche se era uno solo…      

Sei la Best Performer della Live Parade di marzo secondo il parere dei locali appartenenti al circuito KeepOn. Te lo aspettavi? Secondo te cosa ti ha fatta arrivare a questo risultato?
Mi ha fatto piacere questa menzione. Credo sia merito della passione per quello che faccio e che, per quanto semplice, rimane sempre autentica. Vivo il concerto come una celebrazione del presente, dell'attimo fuggente. E mi piace ascoltare la gente mentre ascolta, mi piace sentirla e guardarla, come la gente fa con me. C'è reciprocità, insomma. E poi sono sul palco con un musicista che sento come mia estensione: ci assomigliamo io e Federico, lui è un musicista straordinario, un chitarrista modernissimo.   


Se ti chiedessi un’immagine per raccontare il tour dedicato al tuo nuovo disco, Tornano sempre, quale useresti?
È come una leggerissima imbarcazione a vela: io e Fantuz che ci scambiamo il timone, ogni tanto sale a bordo qualcuno per fare un tratto insieme.    

Se ti chiedessi un colore?
Sarebbe il colore del mare che cambia a seconda del cielo... non sei da solo con la tua meravigliosa banda, c’è anche il pubblico con te e anche lui fa la sua parte. 

La tua carriera è molto lunga e sfaccettata e non si limita alla musica ma coinvolge anche il cinema e il teatro. Ciò significa che hai avuto modo di calcare una quantità infinita di palcoscenici molto diversi tra loro. C’è mai stato il rischio che suonare diventasse un’abitudine? Salire su un palco non ha mai smesso di emozionarti?
Ammetto che ora salgo sul palco più a cuor leggero, e questa cosa la vivo come un traguardo e non come elemento di noia e appiattimento. Non puoi e non devi essere terrorizzato come la prima volta. Non invidio chi dice che è sempre come la prima volta, sai?

Angela Baraldi

Come ti prepari a un live?
Il live fa parte della mia vita e, a parte un po' di concentrazione e pulizia mentale, direi che non ci sono grandi riti o preparazioni particolari. Dopo un soddisfacente periodo di prove si parte. È molto importante con chi si sale sul palco, bisogna scegliere bene la ciurma (ride).   

E come è cambiato, nel tempo, il tuo pubblico?
È cambiato insieme a me e insieme a tutto il resto. Io non sono mai stata costantemente in tour: ho vissuto anche altre dimensioni e, per carattere, ho bisogno talvolta di dissociarmi dal concetto di “mestiere” dove c’è un prodotto e un pubblico a cui destinarlo… Ho bisogno di sentirmi nella mischia, farmi una doccia di vita e di realtà. Così torno sul palco e il mio pubblico lo sento parte di me, del gioco della vita.

Quali sono stati i tre live più belli a cui hai assistito nell’ultimo periodo?
Vediamo, Godspeed You! Black EmperorPeaches Cat power. Tutti e tre fantastici.

In Sono felice canti “sono felice come dice la mia voce”. Quali sono le tre cose che ami di più del tuo lavoro? 
Amo cantare, amo il microfono e girare con il gruppo nelle città e in posti dove non sarei mai stata se non fosse per la musica. Anche certe zone industriali del cazzo, che altrimenti non avrei mai visto, possono diventare inaspettatamente belle, hai presente?

E qual è stata la più grande soddisfazione che ti ha regalato un tuo concerto?
Sentire che mi ha curata, che sto meglio di prima, e questo succede il 99% delle volte. E poi sentire che ha fatto lo stesso effetto anche a chi c’era in sala, e te lo viene anche a dire.... è bellissimo. La musica è magia.