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Primi Palchi: Fausto Lama - Best Performer

Foto di Eleonora Birardi

I Coma_cose

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fanno rap in una maniera tutta loro, incastrando parole e influenze, come in "Anima lattina", il loro tributo a Battisti. Questo mese i direttori artistici di KeepOn Live hanno premiato Fausto Lama, che insieme a California forma i Coma_Cose, come best performer. Lo abbiamo intervistato per saperne di più sulla dimensione live del loro progetto e sul loro nuovo singolo, "Post Concerto", appena uscito per Asian Fake.


Sei stato scelto come Best Performer dai direttori artistici del circuito KeepOn Live. Quanto è importante per te la dimensione live dei Coma_Cose, considerando che inizialmente vi siete “fatti sentire” in giro solo tramite internet?

É fondamentale, dietro al progetto c’è molto lavoro sulle canzoni e sull’immagine ma anche sugli aspetti che riguardano il Live. Pià si arriva preparati sul palco e più si può vivere con entusiasmo il concerto trasformandolo in quello che deve essere: “Una festa con il pubblico”.

 

A proposito dei vostri live, come è stata la prima volta come Coma_Cose? Che sensazioni avete provato?

Eravamo molto emozionati ma i primissimi concerti li abbiamo vissuti con quella giusta incoscienza che ha trasmesso fin dall’inizio il nostro immaginario alla gente sotto al palco.

 

A quanto pare i Phoenix sono d’accordo con l’opinione dei direttori artistici di KeepOn Live: siete stati infatti selezionati con Giorgio Poi e Pop X per aprire i loro concerti parigini. Cosa vi aspettate da una serata del genere? 

Beh, questa notizia ci ha fatto traballare! Sarà un’esperienza fortissima, sarà un onore aprire una band così affermata e per di più a casa loro. Ma la prenderemo come tutte le altre date, puntando a divertirci e metterci più grinta possibile, anche perché non capiranno nulla dei testi ma per fortuna l’energia è un linguaggio universale.

 

Come vi preparate ad un live? Avete dei riti o delle abitudini pre-concerto?

Tecnicamente si parte dalla saletta prove che rimane l’epicentro di tutto, invece prima di salire cerchiamo ognuno un piccolo momento privato, io mi ripasso i testi perché ho poca memoria e mi dimentico sempre qualcosa, Cali invece si butta giù una media, dice che seno’ si sente timida!

 

Sei stato selezionato come Best Performer, ma quando suoni con i Coma_Cose c’è anche California al tuo fianco. Quant’è importante la sua presenza ad ogni concerto?

Beh, il progetto nasce in due, è una convivenza a 360 gradi e anche sul palco penso che questa sinergia sia un elemento molto riconoscibile, io forse mi agito un po’ di più, ma per me lei è la miglior performer in circolazione... Sono di parte!

 

A proposito di performance live, quali sono i tuoi artisti preferiti in questo senso? C’è qualche artista cui ti ispiri per i tuoi live?

Beh, abbiamo ancora molto lavoro da fare, mi piacerebbe trasformare il live in qualcosa di più tridimensionale, allargare la formazione e implementandolo con una parte “visual”, ma tempo al tempo.

 

È appena uscito il vostro ultimo singolo, Post-Concerto. Come e quando è stato scritto? Il post-concerto per voi è un momento positivo o negativo? 

Come tutti i nostri brani non c’è un gran filtro tra concepirlo e pubblicarlo se non le tempistiche fisiologiche di produzione. Non ci piace molto “motivare” il perché e il percome di una canzone, le canzoni sono di chi le ascolta, sicuramente l’epicentro di tutto sono le parole del ritornello, e’ un’immagine poetica vestita con un ritmo incalzante, e’ qualcosa di antitetico come ciò che rimane dopo un concerto, la voglia di gridare e la malinconia.


Ascolta "Post concerto", il nuovo singolo di Coma_Cose