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Road to Premio Buscaglione 2018: la parola a Malmö e Liede

KeepOn Live Magazine, ne avevamo già parlato, anche per questa edizione è media partner di Sotto il Cielo di Fred, il cui obiettivo è di scovare la "next big thing" del panorama musicale italiano. In attesa di vederli sul palco dell'Hiroshima Mon Amour di Torino il 15 e il 16 Marzo per le semifinali ed il 17 per la finale, conosciamo i protagonisti del concorso di quest'anno: Il Branco ed EffenbergMalmö e LiedeSarah Stride e Yosh Whale, La notte e Noon.

 

Liede, artista torinese che ha esordito alla fine del 2016 con il disco Stare bravi, lo abbiamo conosciuto poiché protagonista della nostra Live Parade di Novembre 2017 tra i New Live. La sua musica, come recita il titolo di una sua canzone, ha il sapore dell’acqua frizzante. Dall’uscita del disco, Liede e la sua band sono in tour e hanno fatto oltre cinquanta date. Il nuovo album, invece, è in fase di lavorazione. 

Malmö, band casertana che – indovinate un po’ – è stata selezionata in varie Live Parade di KeepOn Live, la più recente quella di marzo 2018. Come Liede, anche i Malmö hanno trovato spazio tra le rivelazioni New Live. Lo scorso ottobre è uscito il loro disco d’esordio, Manifesto della chimica romantica, un gioiellino tutto da scoprire, sia in cuffia, sia naturalmente dal vivo.
Entrambi si esibiranno a Torino per aggiudicarsi la finale del premio Sotto il cielo di Fred, il prossimo 16 marzo.

  

Come avete scoperto l’esistenza del Premio Buscaglione - Sotto il cielo di Fred? E come mai avete deciso di partecipare?

Liede: Grazie ad amici, che ci han consigliato caldamente di iscriverci.

Malmö: In realtà ormai il Buscaglione non ha bisogno di presentazioni o di essere scoperto, è una realtà ben solida nella scena dei contest italiani. Se aggiungiamo che l’edizione del 2016 è stata vinta da Blindur e Massimo, voce e chitarra del duo, è il nostro produttore, ci è sembrata una buona occasione anche per noi, visti i risultati che hanno raggiunto i ragazzi.

 

E, soprattutto, vi aspettavate di arrivare tra i finalisti?

 L: Ma no, non si può mai dire.

M: Quando ti iscrivi ad un concorso la speranza di essere selezionati indubbiamente un po’ la nutri, ma se teniamo conto che gli iscritti quest’anno erano 402, le aspettative non era altissime. Il livello poi degli artisti che ha condiviso il palco con noi al Serraglio di Milano era davvero altissimo e il fatto di essere passati ci ha gonfiato veramente il cuore di gioia, con quella punta di orgoglio che ti fa pensare di essere almeno altrettanto bravo come quelli che hanno suonato con te.

 

Come è stato suonare alla semifinale? Era la vostra prima volta in quella città? 

L: Sì, ci torniamo a suonare a breve ma era la prima! La serata mi è piaciuta molto sia per il locale che per il pubblico. (Liede si è esibito al Locomotiv di Bologna, ndr). 

M: La serata al Serraglio è stata davvero fantastica. Lo staff tecnico e organizzativo è stato impeccabile. Abbiamo fatto amicizia con gli altri ragazzi che erano lì a suonare con noi. Davvero un’esperienza bellissima. Purtroppo era la nostra prima volta a Milano e non vediamo l’ora di ritornarci al più presto!

 


Cosa vorrebbe dire per voi vincere il Premio Buscaglione?

L: Un sacco di brindisi quel sabato sera.

M: Indubbiamente sarebbe qualcosa di estremamente prestigioso, significherebbe magari suonare di più, farsi conoscere, avere un’ulteriore spinta per far arrivare la nostra musica a quante più persone possibile.

 

Cosa rappresenta per voi il palcoscenico?

L: Il luogo dove dare forma a tutto il lavoro che facciamo. E più si va avanti, più diventa un luogo di festa.

M: Il palco è la nostra dimensione ideale. È l’apice di tutta la catena di produzione di una canzone nonché l’obiettivo. Per farvi un esempio molto pratico, il nostro disco è stato registrato e prodotto in base a quello che facevamo già sul palco, con i suoni, le dinamiche del live e soprattutto l’assenza quasi totale di sovra incisioni e artifici che di solito si usano in studio di registrazione. Il palco è la verità!

 

In passato siete stati segnalati nella nostra Live Parade dai direttori artistici dei locali presenti nel nostro circuito. Quali sono gli aspetti che, secondo voi, sono più importanti in un live? 

L: Ogni musicista ha il suo live. Bisogna suonare bene. E acchiappare il pubblico, ma quello son convinto che dipenda molto più da come scrivi le canzoni, è una cosa onesta.

M: Gli aspetti sono molteplici ma riconducono tutti ad una sola cosa: emozionare il pubblico! Il live deve lasciare quel quid in più rispetto a quando ascolti la musica a casa. Quando suoniamo il nostro primo obiettivo è di trascinare il pubblico nel nostro mondo, fatto di pianissimi e fortissimi, di momenti di intimità e di forte energia, di un viaggio perpetuo da fare insieme a chi ci ascolta. Non siamo un gruppo da battimano a tempo o da balli scatenati o da cori da cantare tutti insieme, se vediamo teste muoversi a tempo della canzone significa che siamo arrivati dove volevamo.