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Satourday: cinque domande con The Trip Takers

Cinque domande a Morgan Maugeri che, assieme a Carmelo Gazzè, Manuel Rotella, Giuseppe Mangano e Simone Di Blasi, compone The Trip Takers, formazione beat messinese dallo stile religiosamente anni ’60. La band si è esibita lo scorso 23 per la rassegna Satourday all’ OpenSpace Theater di Agrigento.

 

Come mai gli anni ’60?

Con gli altri ci siamo ritrovati, per caso, a condividere lo stesso percorso individuale. Da questo background comune è partito il progetto che, oggi, coincide con una vera e propria sfida: riprendere quel tipo di sonorità non è facile, ma ci gratifica perché per noi è un modo di portare avanti la tradizione.

 

Ci parli del vostro primo disco? 

È un EP omonimo di sei brani, registrato in analogico e prodotto solo in vinile. È il nostro primo lavoro discografico: è uscito il 25 ottobre scorso per un etichetta toscana che gestisce solo progetti beat e garage, “Area Pirata Records”.

 

E il tour? 

Abbiamo già fatto varie tappe: da Roma a Cosenza, passando per Reggio Calabria e Koln. Il nostro 2017 si chiuderà il 30 dicembre allo SciaraNira di Messina. Per il nuovo anno abbiamo in programma di registrare un 45giri di due brani e continuare a girare: iniziamo con uno showcase in uno storico negozio di dischi di Piacenza.

 

Com’è l’Italia musicale vista dallo Stretto?

Come ubicazione, la nostra, non è molto semplice da gestire: per ogni data devi fare chilometri e chilometri. È un genere che nel Sud arranca, e forse anche la nuova generazione è poco abituata ad ascoltare questa musica. Il nostro obiettivo è conquistare prima casa nostra, la Sicilia.

 

Cosa si trasmette di nuovo con un live dallo stile vintage? 

Sicuramente il fatto che lo stai facendo 50 anni dopo: nel 2018 il nuovo sta nel riuscire a riprendere quel sound, quella filosofia secondo la quale “attacchi il jack e suoni”. Inoltre, la novità sta nell’arrangiamento dei brani: il nostro è un ibrido tra il modo di suonare degli anni ’60 ed l’approccio personale e contemporaneo che ci mettiamo noi.