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Satourday: cinque domande con VeiveCura

Sabato scorso i VeiveCura hanno incantato il pubblico agrigentino in occasione del primo live di Satourday, la rassegna di musica indipendente dell’OpenSpace Theater. Poco prima di salire sul palco abbiamo rivolto loro cinque domande. A rispondere è Davide Iacono, frontman e fondatore della band che, nel 2010, nasceva come progetto solista.


Nel 2015 sei stato premiato da KeepOn Live come best live performer, come era andata?

In quella stagione siamo entrati spesso in classifica con la band, prima come New Live e poi come Best Live. Probabilmente il fatto di suonare tanti strumenti ha colpito pubblico e direttori artistici, e alla fine ho ricevuto questa bella ed inaspettata sorpresa. Se consideriamo che prima di me sono stati premiati musicisti del calibro (a proposito) di Fabio Rondanini, è stata un’affermazione molto gratificante.


Come è cambiato il live che portate ora sui palchi, rispetto a quello del disco precedente?

È cambiato molto. Prima eravamo in tre: era sempre bello da vedere perché c’erano un sacco di strumenti sul palco, ma mancava la batteria. Adesso, con l’aggiunta di Milo che è un batterista fenomenale, c’è quella spinta ritmica in più. Da un disco e un live post-rock, con lunghi momenti strumentali, siamo passati a un album e una performance dal vivo più pop e accesa. 

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Sabato prossimo, il 16, dividerete il palco del Ma di Catania con i Baciamolemani, che spettacolo sarà?

È un progetto che mi diverte tantissimo: si tratta di una sperimentazione su cover di pezzi degli anni ’80. Sono brani molto lontani da noi, ma stiamo mischiando i generi in modo da ottenere un risultato nuovo che però conservi sempre la nostra impronta. Lo spettacolo è suddiviso in vari momenti, con una decina di musicisti sul palco: sarà un live pirotecnico.


Si parla di una lunga pausa dai concerti, cosa succederà prossimamente?

A gennaio faremo un ultimo tour italiano di un paio di settimane con la band: in questo modo saluteremo “Me+1”. A fine febbraio, poi, partirò per un mini tour di 4-5 concerti in Germania, in occasione di “Tour of tours”, un progetto che vede coinvolti dieci musicisti che portano in scena i propri brani. Infine, da marzo a maggio, sarò impegnato in un giro siciliano-italiano-europeo da solista: suonerò anche altri strumenti e aggiungerò al repertorio degli inediti e alcune cover, stravolgendole come piace a me.


Dal punto di vista discografico, invece, cosa avete in programma?

Proveremo a fare uscire il disco nuovo entro fine estate prossima: abbiamo già otto provini. Per il prossimo lavoro ci stiamo muovendo su altri terreni, come il cantautorato e la scrittura in italiano: quest’ultima per me è stata una piacevole riscoperta.


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