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Con il nuovo algoritmo SIAE va a caccia dei borderò falsi

Tanti saluti ai borderò infarciti di canzoni del migliore amico o dell’artista ascoltato la sera prima che, per simpatia, meritava un riconoscimento maggiore da Siae. La Società Italiana degli Autori ed Editori prosegue nel suo svecchiamento tecnologico e così, dopo l’introduzione del borderò online, e dell’app per dispositivi mobili, ecco l’algoritmo che promette di andare a scovare i borderò “truccati”. Si tratta di un classificatore basato sulla teoria dei grafi che accende una lampadina davanti a possibili evidenze di falsa programmazione. Non sarà in grado di provare l’alterazione del documento, ma permetterà di creare una graduatoria di borderò a rischio falsificazione, restituendo una visione sulla molteplicità dei dati e delle interazioni che Siae gestisce.

Una volta individuati i borderò a rischio, per Siae sarà possibile effettuare i controlli adeguati per rilevare eventuali discrepanze tra la programmazione musicale dichiarata e quella effettiva. Le conseguenze non saranno semplici tirate di orecchie: per chi altera irregolarmente i borderò, infatti, sono previste sanzioni che vanno dall’esclusione di tutti i programmi a firma del direttore dell’esecuzioni fino a eventuali provvedimenti di ambito civile e penale. Il programma è stato creato in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma, all’interno del progetto Programmi Puliti.

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