Live People

The Alibi: «Le polemiche su Young Signorino non ci interessano. Proseguiamo nella sanificazione dell’intrattenimento.».

The Alibi è il live club che promuove musica originale, a Foggia. Nasce a Dicembre 2017 con l’obiettivo di far crescere l’interesse dei media e delle aziende di categoria nei confronti del capoluogo Dauno. Nei primi sei mesi promuove oltre 80 concerti e chiude la stagione con il primo Alibi Summer Fest. Da lì la missione di portare la musica originale a Foggia è diventato un dogma da perseguire. Ma non tutti i nomi vengono accolti con gioia e così, dopo i primi rumors riguardanti un live di Young Signorino nel locale foggiano sono nate polemiche che hanno messo in dubbio la bontà del progetto. Questa “rabbia” ha fatto uscire allo scoperto Marco Matera, proprietario e direttore artistico di The Alibi, che ha voluto sottolineare l’importanza di continuare a far vivere la musica dal vivo a Foggia e quanto il lavoro svolto fino ad ora sia ben più grande delle polemiche che definisce «sterili» e fatte da chi «non ha mai messo piede nel locale».

Che cosa sta succedendo in questi giorni?
In questi giorni ci stiamo preparando a quello che è il periodo natalizio dove offriremo la possibilità alle persone di seguire un concerto di musica dal vivo anche pagare un biglietto, che e’ una novita’, almeno per il locale, che fa dello sbigliettamento una politica. Una sorta di open day del locale con una fitta serie di concerti dal 21 al 31. Si è alzato un polverone per il nome di Young Signorino, ma è sterile perché arriva da persone che non hanno mai vissuto il locale per la musica. La cosa un po’ ci ha infastiditi, perché non crediamo siano critiche “meritate” ma, vista da un’altra angolazione, ci fa addirittura piacere perché è come se ci fossimo ritagliati uno spazio che porta le persone ad aspettarsi di più da noi. C’è incoerenza, perché a Foggia la musica dal vivo “vera” manca da troppo tempo, passano macchine in strada con Bella Bionda e Povero Gabbiano e quelle stesse persone puntano il dito contro un ragazzo che sta facendo il suo nel mondo della musica internazionale.

Come risponde Foggia alla voglia di musica dal vivo?
Foggia sta rispondendo positivamente. Siamo partiti con la programmazione invernale trasformando il locale in un posto dove si può stare solo in piedi e vi si accede con ticket: un live club in tutto e per tutto. Siamo partiti con date dove c’erano 16 persone ed ora superiamo sempre le 150 persone. Ora addirittura andiamo sold out in pre-vendita in alcune date, di questa cosa ne siamo molto felici. Si sta creando un movimento a Foggia, dove vengono musicisti e artisti che fanno musica originale e si sentono parte del progetto, facendo crescere l’idea del locale e permettendoci di posizionarci come realtà credibile del mercato italiano. E questo ci aiuta anche a raccogliere un riscontro fisso da parte di management e booking.

The Alibi

Qual è la linea musicale scelta dal The Alibi?
Non abbiamo una linea musicale di genere, abbiamo deciso di lavorare sulla musica inedita originale, partendo dal panorama italiano, e coinvolgendo tutto quello che gira a livello nazionale cercando di specializzarci soprattutto su indie e hip hop, che poi e’ cio’ che piace di piu’ al nostro pubblico. Però abbiamo anche inserito una volta al mese un concerto trap con un organizzazione che e’ parte della famiglia The Alibi, Vibes, con un format live: un vero concerto trap che va un po’ contro il credo di chi organizza quel tipo di serate dato che questi artisti vanno spesso in discoteche. Fino a Giugno abbiamo avuto quasi solo artisti internazionali e a partire da Gennaio avremo altre sorprese internazionali abbastanza grandi. Con grandi nomi in una situazione intima.

Secondo te perché si vede ancora gente dire che è meglio spendere i soldi per sistemare le strade piuttosto che per la musica?
Intanto le strade non sono un granché a Foggia, quindi lo sfogo e’ legittimo. Comunque a Foggia non c’è una cultura musicale, ad oggi, tale da definire un mercato. Il problema più grosso è dovuto al fatto che, per anni, i locali hanno provato a soddisfare bisogni gia’ soddisfatti, senza specializzarsi in una nicchia, ci sono due o tre locali che hanno un’identità ben precisa, nessuno si e’ mai realmente concentrato sulla musica, l’hanno sempre visto come un accompagnamento “gratuito” per chi mangia la pizza, le famose cene spettacolo odiose. La gente chiede le cover band? Quello gli diamo. La gente chiede da mangiare? Idem. Nessuno è partito con un progetto identitario dove io voglio fare musica e musica si fa. Noi siamo partiti con questo e questo rimarrà, con un processo di educazione faticosissimo e dispendioso. Tutta la prima parte del nostro lavoro si è concentrata sull’educazione: chi aveva il ticket online, per esempio, aveva due consumazioni incluse. Questo per abituare all’acquisto su internet in ottica del festival estivo. In 15 anni si è persa la linea della musica dal vivo, per cui le nuove generazioni sono cresciute con una concezione di divertimento completamente differente. Nel 2006 c’è stato Bob Dylan a Foggia, da allora più nulla se non concerti di cariatidi che dovrebbero già essere morti musicalmente. I ragazzi di oggi non trovano sfogo nella musica dal vivo perché nessuno l’ha mai proposta. La mia generazione è andata via e quando torna sente il bisogno di un posto come il nostro.

Diciamolo in modo spudorato: cosa significa essere un live club?
Secondo me significa farsi carico di responsabilità enormi dal punto di vista di sanificazione dell’intrattenimento. Penso che di città in città la cosa cambi. Nel caso specifico di Foggia è un’opportunità per tante persone per venire fuori ed emergere. In un live club vedi le dinamiche per poter poi venir fuori dalle città. E poi è un dovere per il mercato musicale perché tante volte ci si trova a parlare con addetti ai lavori: è una cosa importante riuscire a tenere botta e mostrare sempre il meglio. Assicurarsi che sul palco ci sia sempre qualità, che piaccia o meno.

The Alibi

Un concerto ogni due giorni è qualcosa di davvero importante da seguire e organizzare: perché si parla solo ora così tanto di questa realtà, solo per Young Signorino?
Da un lato non mi stupisce. Chi ne ha parlato di base non sapeva dell’esistenza del locale, ha letto il titolo e ha commentato. Non mi preoccupa né fa troppa rabbia. Quello che mi da fastidio è che la gente non si informi di quello che è stato fatto prima di sparare a zero minacciando di morte o che non sarebbero mai più tornati senza però mai essere venuti. Non abbiamo ancora compiuto un anno ed è giusto che la gente oggi non sappia quello che siamo stati. L’anno prossimo abbiamo intenzione di spostarci, ora facciamo rumore, poi faremo il botto.

Pensi che il sud Italia abbia più difficoltà nel portare nomi in ascesa sul panorama nazionale?
Io penso di no, non è una questione di difficoltà da parte di club ma è educazione musicale e di genere. Non tutte le città hanno le stesse influenze, Foggia è altamente influenzato da hip hop e rap. Noi abbiamo Mecna, che sta facendo numeri ottimi. Quando porti nomi più in linea con la scena nazionale hai bisogno di canali più ampi per raccogliere gli interessi e le persone giuste. Non puoi fare un evento indie con un emergente e fare gli stessi numeri di Willie Peyote. Ma ci sono altre realtà qui al sud che fanno grandissimi eventi e noi vogliamo entrare in questo circuito.

Una rete, ancor più un’associazione di categoria potrebbe aiutare in questo nel sentirsi rappresentati?
Assolutamente sì. Noi siamo super contenti di quello che fa Keepon e non può che essere un aiuto. C’è da lavorare tanto sia per i club che per KeepOn per spingere bene le collaborazioni con management e booking. L’associazione può essere di aiuto in tutto.

Qui i prossimi eventi di The Alibi

07/12: La Municipal
08:12: From Jamaica – Bay-C
13/12: Davide Petrella
15/12: Super Secret Show
21/12: Cinaski – Bukowski vs Waits
26/12: Lorenzo Kruger
28/12: Tuff We Tuff x Papa Buju
04/01: Cor Veleno
05/01: K-Conjong
11/01: I miei migliori complimenti