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Un nuovo locale a Roma: Largo Venue

In un periodo un po' tormentato per tutti, tra festività e conseguenti abbuffate, incontri con parenti e amici, virus intestinali, febbri, malanni e chi più ne ha più ne metta, siamo riusciti a trovare il tempo per fare quattro chiacchiere con Francesco Castro, direttore artistico di Largo Venue, un nuovo spazio a Roma che ospita musica dal vivo e tante altre attività: ci ha raccontato del locale, della situazione dei live club italiani, sogni e speranze del direttore artistico di un nuovo spazio romano.


Ciao Francesco, raccontaci innanzitutto qual è il progetto che sta dietro a Largo Venue: quali sono i suoi presupposti, cosa lo anima?

Ciao Diego, mi piace pensare che Largo Venue sia  prima di tutto un progetto di riqualificazione urbana. Il locale è infatti un ex-stabile industriale strappato al degrado, bonificato, ristrutturato e fatto rinascere attraverso la musica, la cultura e la socializzazione giovanile. Il presupposto di Largo Venue è quello di essere un posto dove si possa dare voce alla proprie passioni creative.

Lo animano 4 persone diverse tra loro ma simili nell’ affrontare con coraggio questa grande avventura e questa nuova difficile sfida.

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Venite da altre esperienze di gestione di locali, in particolare il Vico degli Artisti a Vasto,  quali sono le differenze sostanziali tra questo nuovo spazio che gestite rispetto alle precedenti esperienze?

Ogni locale assomiglia sempre alle persone che lo gestiscono, un po’ come i cani assomigliano al loro padrone :) , le differenze sostanziali non te le so dire ancora, ognuno di noi sta mettendo la propria esperienza al servizio della squadra.

Appena arriveremo alla sintesi ti saprò dire, ma abbiamo appena aperto e ci stiamo prendendo le misure.


É difficile portare avanti un progetto come il vostro, alle porte del 2018, in una città come Roma? E, di conseguenza, come pensi che sia messa la salute dei club italiani che propongono musica dal vivo?

Posso evitare di rispondere? Non vorrei parlar male degli ottusi burocrati che attanagliano il nostro paese. La mediocrità che imperversa nella nostra società induce spesso le persone ad essere invidiose di chi prova a mettersi in gioco, mentre i tempi di risposta degli uffici competenti sono vergognosi anche per un paese del Quarto Mondo. La salute dei club italiani? Ovviamente cagionevole, ma non per loro colpe! Di fatto in un paese di preti e politicanti non penso sia una sorpresa.

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Che consigli potresti dare a chi volesse intraprendere la vostra strada, ovvero prendere in gestione un locale per musica dal vivo al giorno d'oggi? Su cosa si deve puntare secondo te, per farlo funzionare al meglio?

Che domandone Diego! Non sono in grado di dare consigli a me stesso, figurati a gli altri, il nostro è un progetto che è appena nato, fra 5 anni se siamo ancora vivi vi dirò come ci siamo riusciti; ma fino a quel momento mi chiudo in un silenzio scaramantico.


E Largo Venue su cosa punta? Qual è il suo punto di forza, quello che gli altri locali non hanno?

Noi puntiamo a fare quello che siamo capaci a fare, a seguire le nostre passioni ed intuizioni e a non copiare nessuno, l’importante è fare il proprio lavoro con dedizione e passione, coinvolgendo persone capaci e crescendo insieme.

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Cosa avete in programma nei prossimi mesi?

Tanti concerti, tanta buona musica, da ascoltare e da ballare. Tanti eventi divertenti ed originali.


Qual è il sogno che vorresti veder realizzato per Largo Venue?

Non sono un sognatore, quindi posso dirti qual’è il nostro obbiettivo. Quello di far diventare Largo venue un posto accogliente, ben organizzato e divertente. Che possa proporre sempre qualcosa di originale e nuovo, che non crei invidie ma solo collaborazioni. Che non dia fastidio a nessuno ma che sappia solo far venire voglia di proporre e proporsi. 

Un posto bello, una nuova casa per me e per tanti come me che ne sono orfani da qualche anno a questa parte.

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