Live Report

La bellezza in un deposito ferroviario: il concerto di Colapesce al FarciSentire Festival

Scisciano è un comune della provincia napoletana, conta poco meno di seimila abitanti ed è collegato con i paesi vicini e con Napoli tramite la Circumvesuviana, storico mezzo di trasporto su ferro, famoso non certo per essere un esempio virtuoso nella gestione dei trasporti pubblici. In questo contesto nasce il Farcisentire Festival, ormai alla 13esima edizione, e i ragazzi che lo organizzano sono riusciti in un vero e proprio miracolo: nel parcheggio di quella Circumesuviana, vicino al ponte dove riposano di notte i treni, è stato organizzato un evento che negli anni ha attirato sempre più partecipanti e che oggi copre tre giorni di festival coinvolgendo nove tra i nomi più noti della nuova musica italiana. Il  miracolo è quello di aver trasformato un nonluogo in un vero e proprio spazio pulsante di arte e musica, dove ci sono artisti che dipingono sul loro cavalletto mentre sul palco si esibiscono le band. 

Gigante


La serata d'apertura del 6 Luglio prevede i Novaffair, Gigante e Colapesce. Arriviamo in tempo per l'esibizione del secondo e, mentre i Novaffair concludono la loro esibizione, parcheggiamo l'auto nei dintorni del festival. Gigante sale sul palco con il suo ukulele e la sua band. Si fa notare subito per dei volumi sparati al massimo con i bassi che pulsano fino a far vibrare i vestiti del pubblico sottopalco. In questo modo riusciamo ad apprezzare alla perfezione la musica del cantautore pugliese e siamo trasportati completamente nel suo universo musicale ma ne paga il testo, poco comprensibile e la sua voce, poco definita. Il pubblico, però, non sembra lasciarsi condizionare e chiede a gran voce Sopravissuti, che arriva insieme a Guerra, Tenebra e la bellissima Frank. Il pop di Gigante, che lui stesso ha definito “invernale”, invade l'area dedicata al festival con le sue atmosfere post-nucleari e i suoi suoni che riecheggiano le sigle degli anime degli anni '80. Non a caso il suo live raggiunge il picco massimo con la cover della sigla di Ken Il guerriero, con un arrangiamento più che perfetto. Il momento cover però non è concluso: a chiudere il concerto c'è Moby Dick del Banco del mutuo soccorso con un arrangiamento che si allontana dall'originalità progressive del brano e si  avvicina allo stile new wave dell'artista di Fasano, con qualche venatura post-punk. Il live finisce tra molti applausi convinti, anche da parte di chi non lo conosceva. 

Colapesce


Si affolla lo spazio sotto al palco mentre si ultimano i preparativi per il concerto di Colapesce. Quando l'attesa rischia di diventare snervante, entra in scena la Infedele Orchestra e con lei Lorenzo Urciullo con il suo vestito da monaco e la testa da pesce spada. Si parte con Pentalica, la traccia che apre Infedele e Colapesce salta sulle casse posizionate davanti al palco e dimostra di voler sfruttare tutto lo spazio a sua disposizione per planare sul pubblico con i suoi brani e le sue parole così poetiche. Si alternano le canzoni dell'ultimo album Totale, Vasco da Gama, Ti attraverso mescolati con i brani dei dischi precedenti come Satellite, Egomostro, Reale. Il pubblico partecipa ed è caldo e Colapesce interagisce e chiacchiera con i presenti. Man mano che va definendosi la scaletta, notiamo che è la stessa del tour invernale e se, perde dal punto di vista scenografico complice l'assenza dell'altare sullo sfondo del palco, l'esperienza e il rodaggio fatto in questi mesi donano all'esibizione una perfezione che favorisce anche il trasporto emotivo. Si ripete come un rito la celebrazione dell'eucarestia tra il pubblico e la scaletta che prende fuoco con un accendino. Non può mancare l'ultimo singolo, Maometto a Milano, ma i brani di quest’ultimo album vengono riproposti tutti, intervallati dalla sentita cover di Battiato Segnali di Vita. La bravura dell'Infedele Orchestra aiuta molto Lorenzo nella resa del live ma a venire fuori, oggi più che maiè una straordinaria Adele Nigro - conosciuta ai più per il suo progetto Any Other - che con i suoi cori alza l'asticella emozionale e regala brividi e pelle d'oca, in particolare nella infinita coda di Sospesi che chiude lo spettacolo prima del gran finale, con Colapesce che non si lascia scappare la stoccata al nostro ministro dell'interno modificando il testo in "fanculo i parenti, i regali, Salvini e gli assenti", come gli avevamo già sentito fare negli ultimi concerti.

Colapesce


Al ritorno sul palco per i bis sono tutti più liberi e rilassati, avvertono che la serata è andata benissimo e allora si lasciano andare con Restiamo in casa, Maledetti italiani, S'Illumina e poi, a gran richiesta, Le foglie appese. Ma non è finita qui: con la chitarra acustica staccata dall'amplificatore, Colapesce raggiunge il pubblico e, una volta chiesto ed ottenuto il silenzio, intona la Distruzione di un amore per un finale da brividi e un duetto con la platea decisamente toccante. Molto bella anche l'accoglienza che riceve Lorenzo, avviandosi nel backstage, dalla propria band che lo applaude e lo abbraccia, a testimonianza di un affiatamento e una sinergia che sono risultate poi decisive per la resa finale. E sono risultate decisive anche portare un po’ insolita emozione in un parcheggio, di solito, triste. In mezzo a quei treni fermi lì sul ponte, come affacciati a voler rubare quegli inusuali attimi di bellezza.