Live Report

Color Fest Winter Session @ Tender Club - Firenze

Venerdì non sempre è il giorno giusto per partire. Troppo traffico, grandi spostamenti ed il viaggio rischia di assumere dimensioni temporali bibliche. Ma se parti intorno alle 15 da Milano Garibaldi tutto cambia, sembra di essere in una stazione di provincia, meno calca e via vai accelerato, o forse sono io ad avere il passo accelerato per il ritardo. Un paio d’ore e Firenze è lì in tutta la sua bellezza, e ce la godremo più tardi: adesso si passa a recuperare le chiavi di casa che Claudio mi ha gentilmente messo a disposizione; una scusa in più per visitare Santa Croce e prendere una boccata d’aria in riva all’Arno.
Ma prima di immergersi nella notte fiorentina si va al Tender (dal nome si evince l’omaggio ai Blur e all’omonimo brano scritto da Damon Albarn e Graham Coxon), Club che dal 2012 è diventato il punto di riferimento per gli appassionati della musica live del capoluogo Toscano.

Venerdì siamo stati ospiti del “Color Fest - sotto il cielo di Firenze"; il Color Fest è nato a Lamezia Terme nel 2012, promosso dall'Ass Culturale Che cosa sono le Nuvole, con la direzione artistica di Mirko Perri. E proprio scambiando due chiacchiere con Mirko, abbiamo la conferma che presto ci saranno altre date in giro per l’Italia.

La prima tappa fiorentina vede come protagonisti Giorgio Poi, Nicolò Carnesi, Lorenzo Kruger (Nobraino).

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É Kruger il primo a salire sul palco, con l’ormai collaudato progetto che sta portando in giro in tutta Italia "Kruger canta i Nobraino"; un pianoforte e la sua profonda voce per toccare corde profonde fino ad emozionarci. Canzoni che scivolano una dietro l’altra, con ironia, nella loro semplice interezza priva di architetture musicali complesse. Per chi si aspetta un live dei Nobraino, affronterà un viaggio tanto bello quanto diverso rispetto quello cui i la band romagnola ci ha abituato. 

Lorenzo ripropone le canzoni dei loro 5 lavori allo stato embrionale ed è proprio questa mancanza di sovrastrutture che rende speciale il suo live, chiuso a Firenze con la splendida Film Muto “uno sguardo verso il sole, un bel bacio, un nodo in gola...”

A seguire Nicolò Carnesi, anche lui in solo. Il cantautore siciliano si destreggia bene tra la sua semi-acustica ed il piano elettrico usando in maniera molto disinvolta sia il vocoder che la loop station. Quest’ultima verso la fine della performance lo abbandona e Nicolò si lascia andare sui pezzi più conosciuti mentre il pubblico raccoglie l’invito a cantare insieme a lui.

A chiudere i live della serata è Giorgio Poi (all’anagrafe Giorgio Poti) sul palco insieme alla sua band, per regalarci un live tra ballate pop, romanticismo e psichedelia. Il pubblico è li ad aspettare che il chitarrista novarese di origini ma romano d’adozione, suoni tutto l’album “Fa niente” (Bomba Dischi - 2017).
Per chi ancora non lo sapesse “Fa niente” è il primo lavoro in italiano di Poi, ben fatto e ben suonato. La conferma la da lo stesso pubblico che su brani come “L’abbronzatura”, “Niente di strano”, “Tubature” e "Acqua minerale", si fa sentire come sulle cover de "Il Mare D’Inverno" (Bertè) e "Ancora Ancora Ancora" (Mina). Giorgio sembra affrontare ogni cosa con il giusto peso e con la leggerezza necessaria per evitare di prendersi troppo/poco sul serio. “L'inverno fa paura | Ci sbronziamo | per mandare via l'abbronzatura”
La serata va in chiusura con il personalissimo Dj set di Fabio Nirta per decollare verso la notte fiorentina!

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Quello che doveva essere è stato: musica per le nostre orecchie, gente che sorride, chiacchiere con gli sconosciuti, baci ed amore un po’ ovunque. É quello che succede da 5 anni a questa parte, in estate, nell’Abbazia Benedettina di Lamezia Terme, come per ogni Festival che si rispetti. E la festa continua...