Live report

Cosmo: l’ultima festa senza far rumore

Foto di Roberta Cristofori •
Quello di sabato scorso (17 dicembre) del Locomotiv è stato il primo live bolognese per Cosmo, al secolo Marco Jacopo Bianchi, in un 2016 di fuoco. Un anno scandito dal lancio del secondo album “L’Ultima Festa”, acclamato successo di pubblico e critica, suonato e ballato in tutta Italia durante un tour estivo di più di 50 date, seguite dal tour invernale tuttora in atto.

cosmo2“L’ultima festa” è il secondo disco da solista di Marco/Cosmo, 8 tracce che uniscono con efficacia elettronica e canzone pop italiana, operazione non facile ma riuscitissima dell’ex front man della band indie Drink to me, della cui formazione arruola Roberto Grosso Sategna, accompagnato da Mattia Boscolo a dare ritmo alle performance live.
Stretto è il legame che unisce Bologna al 34enne torinese, ampiamente percepito dall’energia che è riuscito a trasmettere durante tutta la performance: è infatti grazie alla Unhip Records che Cosmo e Boscolo si conoscono, ed è la stessa Unhip a co-organizzare con Radio Città del Capo la rassegna MURATO! che accoglie Marco nella città dei tortellini – la cui sagoma abbiamo voluto riconoscere, con miopia corretta da lenti d’ironia, sulla maglia dai colori psichedelici di Cosmo, ben presto intrisa di sudore vista la performance energetica e intensa che ci ha regalato. Fuori una notte gelata come tante, dentro un clima da standing ovation da ultimo dell’anno.

La serata inizia con un ottimo warm up di MAIOLE a scaldare il locale gremito da un prevedibile sold out. Verso le 23, dal buio totale del palco emergono le silhouettes dei musicisti, illuminati da luci stroboscopiche a rafforzare sin dai primi beat l’impostazione “clubbettara” del live. Una verve ampiamente mantenuta durante l’ora abbondante di una festa che per Cosmo sembra non finire mai, nonostante quell’ “L’ultima festa” che intitola l’album e il singolo più gettonato “Via, ci stanno cacciando via/Mi sa che chiudono il locale / Eppure mi sento da Dio”, che è anche una delle nostre preferite, e suona subito nei primi minuti cosi come nel bis in chiusura. La track esprime in modo emblematico una delle due anime di Cosmo, quella da “divertimento puro” che si affianca alla seconda, che lo vede 30enne padre di famiglia con le sue responsabilità, in un equilibrio tra sballo e età adulta che pervade tutto l’album: “nel mio ultimo album ho messo me stesso e quello che mi sta capitando ora. E ora che ho 34 anni mi vivo il divertimento meglio di quando ne avevo 20. Non so, ho molto meno l’ansia da prestazione di prima, poi mia moglie è bravissima, non mi fa menate di alcun tipo e tornare a casa al mattino, dopo aver passato la notte a ballare, e trovare i miei bambini mi rende ancora più soddisfatto” dichiara infatti Cosmo in un’intervista uscita sul Rolling Stones qualche mese fa.

cosmo4Nel live bolognese prende il sopravvento prevedibilimente il lato “sballato” di Marco, che si diverte e scatena in modo percettibile e altamente contagioso, un animale da palcoscenico a 360 gradi, alle luci, al synth e al microfono. Esperto paroliere e performer instancabile, Cosmo salta, canta, si slega dalla propria postazione e si adagia come una vera rock star su di un pubblico che non tradisce. Amatissimo. ciò che colpisce maggiormente è l’aplomb con cui tutto accade, uno sballo misurato poiché maturo. Un’ultima festa annunciata, perfetta e senza far rumore, in un dialogo continuo con il pubblico che diventa vera e propria fusione nella discesa dal palco tra la folla tra le note di “Dicembre”, così come nel seguente stage diving cantando a squarciagola le hit dell’estate, dell’ultimo amore perso o mai trovato. In chiusura, ecco l’invito sul palco ad una 30ina di fan per i bis, scatenati a sommergerlo al ritmo sfrenato del beat, fatti scendere solo per potersi ritagliare nuovamente spazio alla tastiera per un finale sorprendentemente malinconico con “Le cose più rare.” A ricordarci che non si è trattato di un concerto elettronico in senso “classico”, come forse in molti scrivono/sperano/avevano sperato (abbiamo incontrato ragazzini con zainetto e bottiglione nel pubblico), ma neanche uno tra i tanti elettro pop-melodici contemporanei: Cosmo sa scrivere ed arrangiare secondo il gusto e i diktat musicali della propria città d’origine e questo non è poco.

Testo a cura di Benedetta Solari (con incursioni di Mariarosa Lamanna)
Grazie a Roberta Cristofori di The Bottom Up per le foto