Live Report

Dal soundcheck alla partita a biliardino: un normale mercoledì sera a Bologna

Eravamo io, Luca Li Voti e Bologna. Potrebbe iniziare così, come la parodia di Gianni Minà fatta da Fiorello, il racconto di un normale mercoledì sera a Bologna. Una serata dal sottofondo musicale molto vario, alternativo, coinvolgente, anche ruggente. E non importa che fosse un concerto in vetrina o sottoscala: la cosa bella è che in una via c’erano due locali a pochi metri di distanza con un’offerta di musica live che non si è data fastidio ma ha accontentato il pubblico più differente. Emanuele Colandrea all’Altro Spazio, i Vat Vat Vat al Cortile Cafè. Una serata vissuta dal pomeriggio, dal soundcheck, dal locale ancora chiuso e a disposizione degli artisti per settare tutti i loro suoni e permettere loro un’esperienza quanto più soddisfacente possibile. Due stili totalmente diversi quelli di Colandrea e dei Vat Vat Vat: il primo, in formazione completa, voce, chitarra, contrabbasso e batteria, i secondi invece molto più vicini al rock elettronico. È la Bologna musicale, quella che attira gli studenti universitari, i turisti, gli amanti del buon vino e della buona musica. Quella che non si arrende alle polemiche di un vicinato poco incline alla tolleranza.

Eravamo io, Luca Li Voti e l’Altro Spazio, un antico locale che ancora riporta alcuni affreschi originali sul soffitto. Il palco è piccolo, intimo, in vetrina. Tutto attorno le mura sprizzano cultura, di quella che vuole essere veicolo di comunicazione di verità e sensibilizzazione. È il caso dell’esposizione fotografica “Parlami – La violenza è ciò che non parla”. Uno studio espressivo per dare rilievo all’importanza della denuncia e al potere della parola. Volti di donna, in diverse espressioni, riportate nella cornice di un luogo dove il divertimento si fonde con l’aggregazione. Ed è qui che La Fabbrica Live organizza una rassegna itinerante, che a Bologna coinvolge locali come l’Off. Trance di 12 concerti fino alla fine di dicembre, prima di iniziare al meglio il nuovo anno. Nomi del calibro di Tommaso Primo, Bianco, Carmelo Pipitone e, ieri sera Emanuele Colandrea.

Vat Vat Vat

Poco dopo, eravamo sempre io, Luca Li Voti e Il Cortile Cafè, diverso nello stile ma non nello spirito. Il cortile interno al bar, come una sorta di chiostro, offre un dettaglio che caratterizza il locale, come del resto il palco nel sottoscala. La musica dei Vat Vat Vat già risuona dal pomeriggio, per un soundchek davvero preciso nel trovare la formula più convincente per la resa live calata in quel contesto. Qui Gio Marinelli, uno dei soci del locale ha espresso lo spirito di proporre musica dal vivo a Bologna, anche in settimana, che si scontra con le difficoltà legate al rapporto con le istituzioni. Colpa della chiusura a mezzanotte dei locali imposta da maggio a ottobre, che si spera possa non essere ripetuta. Colpa di un vicinato che mal sopporta anche solo il chiacchiericcio dei clienti. Rapporti tesi che rischiano di limitare l’espressione artistica di una città che sta respirando a pieni polmoni la grande ascesa della musica dal vivo italiana. Perché davvero basta passeggiare per le strade di Bologna per capire quanto la gioventù universitaria sia desiderosa di intrattenimento musicale. Dagli adesivi alle locandine dei concerti dispersi in tutte le zone. Servirebbe davvero poco per trovare un equilibrio, trarne beneficio tutti quanti, e permettere ai locali di vivere a pieno questo momento d’oro per chi è un live club.

Colandrea

In questo ping pong di dialoghi si arriva velocemente al momento del live all’Altro Spazio, in apertura il duo ferrarese Das-Fuff! Un suono giovane il loro, tra mix di chitarre e voci, e l’aggiunta di un kazoo, dove non mancano canzoni allegre, come quella dedicata a un pagliaccio che gira in casa. Il locale si riempie, la gente cerca gli sgabelli, i più fortunati un tavolino, c’è chi segue tutto dal soppalco e chi si concede una seduta a terra sorseggiando un bicchiere di vino rosso a occhi socchiusi, lasciando che sia la musica a fare l’ambiente. Come una spiaggia, un falò, e la voglia di stare insieme. In questo scenario si è inserito il live di Colandrea, un vero performer, che si lascia sorprendere nello scoprire che in tanti conoscono le sue canzoni a tal punto da ricordarne il testo quasi meglio di lui. Ironia, scherzo, un po’ di tosse e tanta qualità artistica. Questo è il live di Emanuele Colandrea che in questo tipo di locali si trova benissimo: “Ti ritrovi in una condizione molto intima e divertente. Avere la gente addosso mi piace, soprattutto se mi sta a sentire”.

Una volta finito il live eravamo io, Luca Li Voti e Cimini a sentire i Vat Vat Vat al Cortile Cafè, dopo l’apertura pop di Pappa. Sì, Cimini. Perché anche gli artisti escono nella loro città a sentire chi suona. La musica della band di Audace come l’amore è energica. Un ritmo che coinvolge in modo differente rispetto all’acustico offerto da l’Altro Spazio. Non manca chi si lascia andare a balli sfrenati nelle prime file e, anche in questo caso, chi preferisce godersi tutto dall’alto, sopra la scala che fa da cornice al palco. È un’altra risposta a quella voglia di musica che si diceva prima. Qualcosa che va oltre la semplice esperienza di un concerto. Quando davvero a due passi trovi due offerte differenti, gratuite, accessibili a tutti, allora è come essere sul divano di casa, navigando alla scoperta di musica nuova su Spotify. La differenza è che questo è tutto vivo, fisico, live. Ed è in questo stato di nutrimento musicale che la serata andava quasi a finire, appunto, quasi.

Biliardino

Eravamo io, Luca Li Voti, Emanuele Colandrea, Lorenzo dei Das-Fuff e un biliardino. Puoi esserti conosciuto due ore prima, ma quando parli lo stesso linguaggio è come se si fosse amici di lunga data. Un torneo all’ultima steccata, KeepOn Live vs artisti. Uno spettacolo talmente tragicomico da avere attirato anche un discreto pubblico e una schiera di sfidanti. L’epilogo perfetto di una serata che prova, ancora una volta, come il mondo dei live è un terreno fertile e dal potenziale enorme. Il pubblico risponde, anche di mercoledì, a dicembre. Bisogna solo continuare a crederci, non arrendersi, e trovare il linguaggio giusto per instaurare un dialogo proficuo con le istituzioni, evitando che tutto questo si rovini per quisquiglie burocratiche.