Live Report

Frah Quintale @ Hart - Napoli 5.01.2018

Frah Quintale ci ha dato la sensazione di essere realmente sorpreso ed emozionato sia per quello che stava accadendo sotto al palco sia per come Napoli l'aveva accolto. Un bagno di folla incredibile ed inaspettato che costringe gli organizzatori a spostare il concerto da Spazio Intolab all'Hart. E ne viene fuori un live che è una vera bomba. 

Sentiamo di poter affermare che, per la prima volta, abbiamo sentito dire ad un cantante che quello era probabilmente il posto migliore in cui aveva suonato. E non era una paraculata o una cosa detta per dire.

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L'Hart si presenta sempre al meglio: poltroncine (questa volta in doppia fila), luci fantastiche, lampadari in cristallo ai lati del palco e – lo ribadisco, dopo il report su Gazzelle – un impianto audio eccezionale che finalmente permette di godere appieno dell'esperienza musicale anche quando non si conoscono tutte le canzoni. Ogni artista che ha questi numeri e passa da Napoli, meriterebbe di suonare all'Hart e infatti, non aspettiamo altro che sentire come suona quella perla di album che è Infedele di Colapesce (il 27 Gennaio).

Tornando al live di Frah, arriva sul palco con il fidato Ceri (che è anche uno dei produttori di Regardez Moi) e si lancia subito nell'abbraccio della folla con i suoi brani. Accompagnato dai disegni proiettati sul mega schermo alle spalle, l'atmosfera di riscalda subito 2004, Terapia, Colpa Del vino. 

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Non lascia nulla dietro, includendo anche i brani dall' Ep 2004 ma quando parte con 8 miliardi di persone il pubblico si lascia andare e si fa fatica a tenerli a bada quando qualcuno sale in piedi sui divani. Non smette mai di ripetere il bellissimo effetto che gli ha fatto Napoli e quanto quel bagno di folla, a molti chilometri da casa, sia una “superfigata” mentre si alternano Hai visto mai, Branchie, Si ha, Accattone. E piano piano si entra nel vivo: tra queste brilla Gravità e insieme a lei le luci dell'Hart.

Mentre qualcuno gli urla che è un poeta arriva il turno di Cratere: si balla e duetta in platea, qualcuno si abbraccia. I più scatenati sono i ragazzini e sono tutti al centro della pista, dietro e ai lati quelli un po' “più grandi”. Perchè il pubblico per Frah Quintale è eterogeneo e ci si può trovare di tutto: le coppie, il gruppo di scuola, gli amici con il cocktail appoggiati al muro un po' fuori dalla calca e anche quello che ci è andato da solo perché gli amici non si fidavano “Ma dai? Ma chi è?”.

Il momento catartico è, ovviamente, Nei treni la notte: si abbassano le luci, si accendono i flash dei telefonini e qualche nostalgico osa con l'accendino. Il tappeto illuminato rende benissimo  il testo che, parlando della città (probabilmente Brescia), in realtà è forse uno dei testi più intimi del cantante lombardo che proietta la propria interiorità sul grigiore del loco natio. E lo stesso Frah nota come la cantino tutti, ognuno mettendoci dentro la propria esperienza con la propria città, provincia o periferia. 

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Si passa al gran finale; dopo Floppino, Gli occhi e Fare su arrivano Tornado e Avanti/Indietro con il ritornello di Ceri che accompagna il concerto alla chiusura. 

C'è ancora tempo per il consueto bis dove si possono scogliere le emozioni condensate durante tutto il live: ancora Cratere e mentre ci si lascia andare a ballare e cantare, Frah Quintale e Ceri abbandonano il palco accompagnati da un vero e proprio boato e fanno posto al set dell'Hart che lascia ancora lì buona parte del pubblico a ballare e divertirsi, facendo partire un trenino su Oroscopo e Faccio un casino


Nel frattempo all'ingresso, tra una foto e l'altra, sono terminati tutti i dischi al banchetto del merchandising. Insomma, c'è ancora bisogno di chiedere se vi sia piaciuto?