Live Report

Gio Evan: sogno un mondo di spray agli spaghetti, racconto del live al Covo di Bologna

Mezzanotte passata, sono sul bus n.20 che mi riporta a casa. Il live di Gio Evan al Covo di Bologna appena fresco nelle orecchie. Non me l’aspettavo, cioè mi aspettavo di trovare un classico reading di poesie, un’atmosfera di quelle intime. Invece mi ritrovo ad un semi-concerto, ad una cosa a metà tra poesia e canzone. Che poi qual è la differenza? Una cosa se è bella piace.

Le luci sul palco si accendono alle 23 inoltrate, una vocina suadente introduce il poeta, che prende il microfono in mano e inizia lo spettacolo.

"Quando fai una cosa bella, non è vanità il riconoscerla, abbi la cura di darti una pacca sulle spalle, non aspettare la musica per ballare. Balla, salta e corri. Corri come un felino, sii ingordo di vento, il vento sta dalla tua quando corri, ti si sbatte in faccia e ti fa lacrimare un poco, ma son gocce preziose, i fiori hanno sempre sete". Queste le prime parole pronunciate da Gio Evan ed è subito un tuffo al cuore.

A rompere il ghiaccio è “Pane in cassetta”. Segue “Posti” e l’atmosfera si riscalda, le persone cantano, ballano, o meglio ondeggiano. Si sta stretti, compatti, fa freddo e tutto questo è piacevole. Il poeta si scioglie i capelli, una folta chioma degna di un sex symbol di altri tempi.

“Succedono cose, quando vai in televisione ti coprono i brufoli e passi per coglione. Invece queste sono le situazioni che a me piacciono, tutti stretti, compatti. Voi parlate, vi sentite, potreste venire qua, abbattermi. Potremmo farlo ovunque non c’è vetro, tu per tu fa noi”.

Gio Evan Covo

In questa vita non ci hanno allenato alla tenerezza. Gio Evan parla della mamma, recita una poesia che invita a fidarsi l’uno dell’altro. Tocca poi a “Pignatte”.

“Le cose che scrivo sono occasioni perse, sono un vino, tanto decantato ma poi esco con una ragazza e non sono capace di fare nulla. Io penso che tutto è fatto di bellezza, noi siamo luce ragazzi”..parte “Joseph Beuys” e il pubblico canta a squarciagola: “E Bologna, Bologna è veloce

Bologna mi sfugge, Bologna ogni volta, Bologna più forte, Bologna più bella ed assomiglia un po' a te”. Poi “Cose con te”, una poesia romantica di altri tempi.

“A piedi il mondo” è il brano successivo. Gio Evan intervalla musica e parole, poesia e sentimento. Se avesse fatto il politico forse l’Italia sarebbe un posto migliore. Ha la capacità di parlare alle persone in maniera diretta, senza filtri.

“Grazie, mi viene da piangere. Sogno un mondo di spray agli spaghetti, siete venuti qua nonostante è tutto terrorismo ormai, tutto deve essere a portata di paura. Questo è coraggio.

Ho passato anni in giro per il mondo, ho conosciuto gente che vagava in cerca di risposte ma con domande di merda. Sono a favore della responsabilità ma senza domandabilitá non si va da nessuna parte. La domanda è una cosa che educa, se compiuta, è la forma di educazione più alta che c’è. Chi se ne frega di che segno sono? Siamo tutti segni zodiacali, siamo un’orgione. Ma di che sogno sei? Basta cambiare domande. Cambiare una vocale, nemmeno tanta fatica. Quanti anni hai? Non funziona! Ma quanti danni hai? Suona già meglio. Iniziamo a comunicare delle ferite, cosa ci siamo combinati. Di che squadra sei? È arrivato il geometra di turno. Cambiate geometria. Quale angolatura hai?. La mia domanda preferita è: “ Qual è il tuo quarto colore preferito? Approfondiamoci ragazzi”.

Gio Evan Covo

Il poeta intona “Infinit”, ringrazia il pubblico ancora una volta. “Volevano insegnarmi” e “Sabota” sono gli ultimi due pezzi.

Il live si conclude con un inno alla vita:

“Nostro dovere fare la rivoluzione, spaccare tutto e mettere a posto”.

Si spengono le luci, parte il djset, a Bologna fa un freddo boia e io scrivo queste parole nelle note del telefono. Mi piace fare così per tenere a mente tutto quello che vorrei dire quando ho ancora addosso l’adrenalina da live. Quella bella roba lí.

Prossimi live di Gio Evan:

27/12: Napoli - Villa di Donato

28/12: Alessano - Auditorium Benedetto XVI

29/12: San Vito dei Normanni - ExFadda

Foto di Matteo Marinelli