Live report

Il concerto degli Zen Circus, Erin K e Blindur all'Alcatraz

Foto: ALCATRAZ •
Qualcosa sta cambiando in meglio nel mondo della musica live e questo fattore è dovuto soprattutto ad un aumento della curiosità del pubblico. Sempre più numerosi, sempre più coinvolti e soprattutto sempre più curiosi. Un esempio calzante è stato il concerto degli Zen Circus all’Alcatraz di Milano dello scorso 7 dicembre, una data che ha sfiorato il tutto esaurito (penso siano stati sorpresi anche gli stessi Zen).

zen2Arrivare in largo anticipo per salutare dei vecchi amici è stata anche un'opportunità per apprezzare i due concerti di apertura che iniziano alle 21 in punto e possono godere di un pubblico molto numeroso, ma soprattutto attento e partecipativo. 
Questa è stata secondo me la vera sorpresa, che forse sta a significare il grado di interesse di cui gode al giorno d’oggi la musica dal vivo. Già, perché la storia dei live in Italia è piena di concerti di apertura in cui il pubblico era formato da poche persone, spesso distratte  perché in attesa del concerto degli headliners.
Ovviamente molto hanno fatto gli artisti in questione e la loro bravura compositiva e di gestione del palco, ma è stato comunque fantastico e inusuale vedere tanta gente accalcata e curiosa per i concerti di “apertura”. In questo caso si trattava dei Blindur, già tra le migliori Rivelazioni della Live Parade 2015/2016, nella loro formazione in duo più classica con Massimo De Vita e l'amico di vecchia data Michelangelo Micki Bencivenga (banjoista, chitarrista e polistrumentista) e della londinese Erin K, che per l’occasione era accompagnata sul palco dalle splendide Jeanne Hadley (basso, cori e ukulele) e Alessandra Di Toma (chitarra elettrica e cori), che insieme compongono il duo milanese delle Ginger Bender, e Giulia Formica (batteria e cori) degli Julie Ant. 
Infine con “La terza guerra mondiale” sono arrivati Andrea Appino, Karim Qqru e Massimiliano “Ufo” Schiavelli con un’energia straordinaria e costante per tutta la durata del concerto: quasi due ore con una scaletta di ben ventiquattro brani (ben otto i pezzi presi dal riuscitissimo ultimo lavoro). Sembravano dei ventenni al loro primo concerto importante!
Qualcuno potrebbe dire che si tratta di una loro caratteristica, ma siamo convinti che il pubblico abbia svolto una parte molto importante nella riuscita del concerto a così alti livelli in tutti i sensi.