Live report

Live report: Gazebo Penguins + Phil Reynolds al Locomotiv di Bologna

Come fare a spiegare a qualcuno che non ci è mai stato, cosa si prova ad andare ad un concerto dei Gazebo Penguins? Difficile, se non sei del giro. Chi ascolta o ha ascoltato gruppi che insieme ai pinguini hanno tracciato quella linea che va dai Verme ai Laghetto, passando per i Fine Before You Came e ora con una linea più “morbida” grazie gruppi come i Fast Animals and Slow Kids o i Voina, sa che non si tratta semplicemente di pagare un biglietto e stare lì ad ascoltare dei brani riarrangiati in chiave live. Piuttosto, si tratta di una specie di catarsi, in cui tutti insieme si urla, si ride, si piange scacciando via tutto quanto di brutto ci sia capitato o ci sta capitando proprio in quell'istante.

Foto: Alise Blandini - Tratto da l'Indiependente


reynoldsQueste erano le nostre aspettative, arrivati al Locomotiv in un sabato ormai primaverile a Bologna. La sala si riempie lentamente e l'attenzione si concentra tutta sul palco, dove tocca a Phill Reynolds intrattenere il pubblico, nell'attesa del gruppo principale.
Il suo è un blues-folk all'americana, tra stralci di canzoni già famose (“Satisfaction” dei Rolling Stones, per dirne una) e opere originali, che incanta e lascia la maggior parte del pubblico in silenzio, ad assorbire ogni stilla d'emozione che Reynolds lascia andare dai tasti della sua chitarra. In chiusura, una canzone dedicata alla sua migliore amica perché “è importante l'amore ma quello dell'amicizia è un altro tipo di legame, diverso in ogni sua sfaccettatura e importante in un altro modo, speciale come solo l'amicizia sa essere.

Una volta emozionato il pubblico, Reynolds può tornare nel backstage e lasciare spazio agli amici pinguini, che iniziano il loro concerto con Bismantova, traccia d'apertura del nuovo disco, Nebbia. Proprio quest'ultimo è il protagonista di tutto il concerto; è lui a creare l'atmosfera generale insieme ai toni blu delle luci. Inutile perdersi nella descrizione traccia per traccia di ciò che i Gazebo Penguins hanno suonato sabato scorso al Locomotiv: per dare qualche dato, Nebbia è stato suonato per intero; tra i vecchi brani, hanno trovato posto “Difetto”, “Trasloco”, il “Tram delle Sei”, “Riposa in piedi”, “Finito il caffè” e la sempreverde “Senza di te”.
L'impressione è che questi nuovi brani abbiano meno “forza” di quelli dei precedenti dischi, forse per colpa di troppi sintetizzatori e la mancanza di urla vere e proprie come quelle della già citata “Il tram delle sei”.
Più che un momento di comunità, questo concerto è una possibilità per stare chiusi per un attimo in se stessi pur essendo in mezzo a qualche centinaio di persone.

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È questa la differenza sostanziale, soprattutto rispetto all'ultima volta che chi scrive li ha visti, esattamente due anni fa al Covo, sempre a Bologna. In quel caso l'atmosfera era diversa: To Lose La Track, l'etichetta dei pinguini, festeggiava 10 anni di attività ed il clima era sicuramente altro. Questo invece è un concerto per ritornare indietro con la mente, riabbracciare vecchi ricordi prima di lasciarli andare per sempre. 

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Si potrebbe dire, esprimendo un parere superficiale, che i pinguini si siano standardizzati, che non graffiano più come una volta. Niente di più sbagliato. Il graffio c'è ancora, solo che si sente solo a fine concerto e fa ancora più male del solito.