Live Report

L'esordio dei rovere al Covo di Bologna è un live in famiglia

Sono le 22 circa quando sono arrivata davanti al Covo Club e con non molta sorpresa vedo una fila più o meno lunga per entrare. Il concerto è sold out e i rovere l’hanno annunciato sui social poco prima dell’inizio del concerto.

Si tratta del loro primo concerto come band: fino ad ora hanno infatti suonato insieme a diversi festival ma questa volta è diverso. Ci sono amici, familiari, fidanzate, ma anche persone che non li conoscono se non per quelle due canzoni rilasciate su Spotify. Un caso curioso quello dei rovere, soltanto due brani sul web eppure un successo così grande già alla prima data. Non una data qualsiasi però, ma quella nella loro città, Bologna. L’emozione è forte e si avverte già appena dentro al locale.

Questo primo live è un po’ uno spoiler dell’album che uscirà prossimamente, suonano canzoni nuove che ancora non hanno mai eseguito pubblicamente.

rovere covo

Salgono sul palco acclamati da cori incoraggianti, alcuni scherzosi provenienti dai loro amici. Vestiti in maniera simpatica, con il premio miglior camicia dell’anno che, sicuramente, se l’aggiudica Luca alla chitarra con una camicia blu e se non sbaglio con qualche banana distribuita qua e là. La prima canzone è caccia militare (uno dei due brani rilasciati su Spotify). Il pubblico canta dall’inizio della canzone fino alla fine, non sbaglia una parola ed i rovere si sentono a casa. La tensione cala e lascia spazio all’emozione vera. A seguire una canzone speciale, che nasce e muore al Covo di Bologna. Nelson avvisa il pubblico: «Questa canzone si chiamava inverno ma non la sentirete più, rimarrà nei nostri cuori».

Tocca poi ad una canzone di cui la band non svela il nome, ma che ascolteremo nell’album in uscita prossimamente. Parla di Bologna e il ritornello fa più o meno così Mi ripeti che non stiamo affogando ma io ho sempre bisogno di affetto. Queste sono le parole che mi rimangono impresse. Lorenzo dedica la prossima canzone alla mamma e al papà che sono in sala, anche se parla della fine di un amore, e i suoi genitori si amano tanto. Anche i genitori di Nelson e il nonno sono tra il pubblico ed esultano insieme alla folla.

Altra anticipazione: nel disco ci saranno tre canzoni scritte con Riccardo Zanotti (dei Pinguini tattici nucleari), ma, per ora, durante il live, ne cantano solo due. «Ora scendete tutti a terra che vi facciamo saltare» esordisce Nelson e il pubblico esegue. Tutti giù e poi si balla, si salta, si suda e si sta tanto bene al concerto dei rovere. Un concerto bello movimentato, Nelson fa stage diving e dopo di lui anche Luca.

La prima cover è Kurt Cobain di Brunori Sas, a seguire una canzone a cui hanno messo mano Riccardo Zanotti e Giorgio Patelli, con un motivetto che resta in testa e fa così: «La mia malinconia più grande sei tu». Ultima cover della band, una trovata geniale. Un insieme di sigle dei cartoni animati, da Pokemon a Dragon Ball, passando per Conan, Naruto e così via. Ma come tutte le cose belle, giunge alla fine anche il primo concerto dei rovere. Il pubblico chiede il bis e allora si chiude la serata con caccia militare. I ragazzi scendono dal palco abbracciati letteralmente dalla folla.

Un fenomeno strano quello della promozione musicale, non solo una questione di like sui social, di visualizzazioni su YouTube: più di tutto è la capacità di sapersi raccontare con autenticità. Ed è questo che secondo me i rovere sono molto bravi a fare. Ascoltateli su Spotify o, se avete l’occasione, andate ad un loro live, io vi ho avvertiti eh…

Le foto sono di Vladyslav Yakovenko