Live Report

Vina Fest @ Blah Blah - Torino

Quella di venerdì 24 novembre al Blah Blah di Torino è stata la terza edizione del VINA FEST, il party live dell’etichetta indipendente Vina Records che ha festeggiato il suo anniversario al motto autoironico di “10 anni in fuorigioco”.


Intorno alle 22.30, Il primo artista a salire sul palco è Mattia Iuliano, in arte PATTONI, giovane cantautore biellese ed ex chitarrista della band post-punk Invers.

Così vicini, così liberi” e “Tu che sei uguale a me”, primi due brani eseguiti chitarra acustica e voce, rapiscono per la loro semplicità il pubblico che inizia a riempire la sala.

Poi Andrea Bertoli al piano wurlitzer si unisce a Pattoni e l’atmosfera si fa ancora più avvolgente, intensa.

Le maree interiori di “Oceano”, la fuga dalla solitudine di “Ho bisogno di parlare con qualcuno” e la finale “Voglio vederti stare bene” diventano inni da cantare a squarciagola, cartoline sfuocate da un mondo lontano fatto di cose semplici ed emozioni del quotidiano.

Si sa ancora poco di Pattoni, giusto qualche demo che circola in rete, ma siamo impazienti e curiosi di ascoltare il suo primo lavoro in uscita nel nuovo anno.

Vina_Pattoni

Con IL SOLITO DANDY sul palco, si cambia mood. Il giovane artista torinese, ultima scoperta di casa Vina, propone un personalissimo sound anni ottanta fatto di drum machine, synth romantici, t-shirt leopardate e un mare di nostalgia.

Accompagnato da Simone Guzzino alla chitarra ed Edoardo Corino ai campionatori e tastiere, Fabrizio Longobardi (vero nome del Dandy) scalda subito la serata con l’arrembante ”Metropoli”, il grido disperato di “Owen Wilson” (consigliamo di guardare il videoclip con protagonista un cartonato gigante dell’attore americano), l’irresistibile giro di basso di “Vittorio Emanuele” e la sofferta “Milena Mezzora”.

Impossibile non lasciarsi trascinare dal ritmo di “Bisturi”, primo singolo estratto dal disco e presentato in anteprima su Rolling Stone.

Tra balletti, ammiccamenti e cocktail colorati, la voce del Solito Dandy graffia come una giovane Nannini, arriva al cuore come un Venditti d’annata e accompagna il pubblico per le strade di Torino tra sogno e realtà.

Vina_Dandy

Poco prima della mezzanotte è la volta degli SPAGHETTI WRESTLERS, trio che promette sonorità garage, attitudine punk e linee melodiche power pop. E non tradisce le attese.

L’iniziale “Sunny days” è nevrotica, country, lo-fi. Le seguenti “Anything…” e “Losers we are”, messaggi d’amore e di auto-proclamazione nerd a suon di fuzz e basso distorto.

Cult movies” e “Billy and the cop” (estratte dall’ultimo EP uscito a novembre) ci trascinano dal deserto della California alle ceneri del CBGB nel cuore di Manhattan.

Giusto il tempo dei ringraziamenti per questi dieci anni di sostegno e condivisione (viene chiamato sul palco anche Francesco Del Proposto, co-fondatore dell’etichetta insieme a Davide Diomede) ed è ora del gran finale tutto potenza e velocità.

Scilloboy” strizza l’occhio al rock’n’roll delle origini e “I love you kebab” diventa una buonanotte granitica da cantare insieme al pubblico.

Vina_Spaghetti

La festa però non finisce con i live. A traghettare i presenti fino alle luci del mattino, ci pensano i dj-set dei DAGOMAGO, band del roster vincitrice di Arezzo Wave 2015, e MATTIA BARRO, fondatore della band indie L’Orso e membro del collettivo Ivreatronic.

Electro, world music e tropical i primi, tutto clubbing e pulsazione il secondo.

 

 

Ph. Claudio Vetrugno