Live Style

Andare (e sudare) ai concerti è meglio che andare in palestra

Una nuova ricerca di Dice (l'azienda inglese che vende biglietti per gli eventi e la prima ad aver introdotto il permesso post-hungover per i suoi dipendenti) mostra che i fan della musica dance, indie, pop, R & B e grime, durante gli spettacoli dal vivo compiono migliaia di passi brucia-calorie.


I dati della ricerca di Dime mostrano che sudare ad un concerto fa bruciare più calorie rispetto agli allenamenti in palestra.


L'azienda ha distribuito Fitbits ad alcuni dei suoi fan più appassionati per tracciare i passi medi e le frequenze cardiache durante i concerti; cinque i generi scelti: grime, elettronica, indie, pop e R & B.



I fan del grime sono in cima alla classifica delle calorie bruciate, con in media 7'635 passi - quasi tre volte la media giornaliera degli adulti del Regno Unito (2'000 passi) ed equivalente a 17 giri intorno allo stadio di Wembley. Un fan particolarmente appassionato (e sudato) è arrivato a 12'341 passi in una notte, il 136% in più rispetto alla media sperimentata.


I fan della musica dance hanno compiuto in media 6'565 passi e hanno registrato la frequenza cardiaca media più alta di 121bpm; i fan del pop, invece, hanno raggiunto la soglia dei 6'000 passi, i fan R & B 3'914 passi e, i meno sudati fan indie hanno compiuto in media 2'347 passi.



Russ Tannen, il capo della musica di Dice, afferma: "Questa è una notizia fantastica per i fan di tutto il mondo. Chi immaginava che mentre passavamo notte dopo notte in scantinati appiccicaticciati, magazzini freddi e locali affollati, stavamo lavorando accidentalmente sui nostri obiettivi di fitness?!".



Dice è stata lanciata ed è attiva nel Regno Unito nel 2014, ritagliandosi una nicchia nel mercato grazie ad un modello di business basato sull'acquisto dei biglietti che è impossibile rivendere in modo non autorizzato: i biglietti acquistati - liberi dal pagamento dei diritti di prenotazione - sono legati ai dispositivi mobili da cui sono stati acquistati.

A Settembre l'azienda ha annunciato di volersi espandere negli Stati Uniti, dopo aver annunciato gli "hungover days" per il personale del Regno Unito e una politica "no-question-asked" in materia di rimborsi per i clienti non più in grado di partecipare agli spettacoli.


via IQ magazine