Live Style

Report sullo stato della musica live in Italia

Foto: Antonia Di Bella
KeepOn LIVE non è nuovo ad indagini di settore: nasce 12 anni fa come Circuito, come rappresentanza di quelle realtà che lavorano per offrire musica dal vivo, ed è a loro che periodicamente si rivolge con questionari e altri strumenti - come la Live Parade - per dare voce a gestori e direttori artistici.

Proprio a loro KeepOn ha inviato, come ogni anno, un questionario al quale hanno risposto in forma anonima, servito a fotografare l'andamento delle loro attività alla fine della stagione live indoor 2016.
 
Le dimensioni dei loro club, la loro capienza, la quantità di concerti e artisti che ospitano settimanalmente, i servizi e i prodotti offerti alla clientela e così via. I risultati delle risposte e dei numeri da loro forniti sono stati messi in relazione con la stagione precedente, analizzati per ricavarne percentuali e spunti di riflessione. 

Quello che segue è il risultato di questo lavoro, un report molto interessante sullo stato di salute dei Live Club italiani, quei locali di musica dal vivo che rispondono a queste caratteristiche: 

  • Programmano per almeno 2/3 della loro programmazione musica originale, 
  • Dispongono di un impianto audio residente e di un palco. 


L'analisi è stata realizzata in due parti: 

  1. la prima analizza i numeri e i prodotti
  2. la seconda analizza la parte economica

Certo, i 279 Live Club che compongono il Circuito - 29 in più rispetto all'anno scorso e tutti con una programmazione costante di musica dal vivo originale e un palco residente - non rappresentano l'intero mondo della musica dal vivo italiana, ma la loro voce dà un'idea di quale sia la situazione attuale e come essa si sia sviluppata negli ultimi anni.

I Club del Circuito non mollano, nonostante la crisi. Dal 2014 ad oggi, il loro numero cresce del 10,3%.
Purtroppo alcuni chiudono (o vengono chiusi), ma per fortuna molti hanno ancora il coraggio di aprire. Risultato dell'impegno di KeepOn nella promozione e nel sostegno delle loro attività, ma anche la dimostrazione che il settore è vivo e si conferma essere pilastro fondante. Il pubblico lo ha capito e lo dimostra crescendo dal 2014 ad oggi del 12,4%. Le loro risposte confermano quanto si dice da più parti: sono loro e il resto dei club come loro, a trainare il settore musicale italiano, mantenendo viva l'offerta live nelle città di tutto lo Stivale. Quello che manca sono politiche locali e nazionali che vengano in loro aiuto contro la fortissima crisi dei consumi che sta erodendo le loro casse. Un problema al quale i gestori rispondono riducendo sensibilmente le dimensioni dei locali, risparmiando sui tecnici di palco e puntando a nuovi incassi con la diversificazione dei servizi (non a caso crescono sensibilmente i locali forniti di cucina). La fotografia che esce dal report di KeepOn LIVE conferma i dati che erano stati forniti a fine gennaio scorso da Italia Creativa, lo studio sull'industria dello spettacolo italiana elaborato da Ernst & Young su commissione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Lo studio - che prendeva in esame gli anni 2012, 2013 e 2014 - ha stimato in 46,8 miliardi di euro l'utile prodotto dall'intero settore delle arti (il 2,9% del prodotto interno lordo nazionale). Il 50% di questo tesoretto è rappresentato proprio dai ricavi da concerti, attività di ballo e performance musicali in genere con ricavi di quasi 2,9 miliardi. Dietro i numeri contenuti in questo report ci sono professionisti e appassionati che ogni giorno grazie ai loro locali e con il loro lavoro, rendono possibile alla musica esordiente e indipendente di esprimersi. Locali di musica dal vivo che solo se uniti in un'unica massa critica, tangibile e verificabile, possono avere una voce forte e avere la forza di migliorare la loro posizione. 

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