Barcellona lancia il piano “En Viu BCN”: 1 milione di euro per i piccoli club. KeepOn Live: “Anche in Italia i primi segnali, ma per salvare i live club serve mappare il territorio”

Più di cento locali salvaguardati, un fondo da un milione di euro e un tetto massimo di 8.000 euro a fondo perduto per ogni spazio con capienza inferiore alle 250 persone che garantisca almeno 40 concerti l’anno. Sono i numeri di En Viu BCN, il piano di sussidi appena varato dalla città di Barcellona (attraverso il suo Ufficio della Notte e l’Istituto di Cultura ICUB) per proteggere i piccoli spazi della musica dal vivo, riconoscendone la fragilità, ma soprattutto l’immenso valore di prossimità culturale nei quartieri.

Un modello virtuoso che osserviamo con estrema attenzione e che traccia la rotta anche per il nostro Paese.

I primi passi in Italia: Emilia-Romagna e Cremona aprono la strada

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. Il lavoro di sensibilizzazione istituzionale portato avanti da KeepOn Live sta iniziando a dare i primi frutti a livello locale e regionale. Regioni come l’Emilia-Romagna e amministrazioni comunali come quella di Cremona stanno infatti attivando i primi provvedimenti e tavoli di confronto per sostenere la musica dal vivo di piccolo formato, riconoscendola finalmente come un pilastro della cultura e della coesione sociale. Nel frattempo procedono le mappature – a cui collaboriamo – della regione Puglia e i primi dialoghi con il Comune di Milano e la Lombardia.

Il segreto del successo: il valore strategico della mappatura e della raccolta dati

Ma come si arriva a risultati concreti come quello di Barcellona? La risposta sta nella conoscenza profonda del settore, che passa inevitabilmente attraverso la mappatura e la raccolta dati.

Il provvedimento di Barcellona non si limita a erogare fondi, ma istituisce un vero e proprio “marchio di riconoscimento” per le sale da concerto, creando un registro pubblico ufficiale. Per KeepOn Live, questo è il punto nodale: non si può difendere o finanziare ciò che non è censito. Mappare capillarmente i live club sul territorio italiano, raccogliere dati sul loro impatto economico e sociale e dare loro uno status giuridico chiaro è l’unica via per permettere alle istituzioni di varare misure di sostegno efficaci, continuative e mirate.

Che fare in Italia? Ne parliamo insieme al KeepOn LIVE FEST di Bologna!

Il dibattito su questi modelli internazionali e sui prossimi passi della politica culturale italiana sarà al centro del prossimo KeepOn Live Fest, il nostro meeting annuale che si terrà a Bologna dal 17 al 19 settembre 2026.

In questa occasione, chiamiamo a raccolta gestori, promoter e rappresentanti delle istituzioni per approfondire le buone pratiche europee e presentare le nuove strategie di mappatura dei club italiani. Perché il futuro della musica dal vivo si costruisce con i dati, la cooperazione e una visione politica chiara.