RACCONTIAMO I NOSTRI PARTNER: LA RIVOLUZIONE DEI BICCHIERI RIUTILIZZABILI DI CUPHERO

Tra le sfide più urgenti per il settore della musica dal vivo c’è quella della sostenibilità. Come rete di live club e festival, sappiamo quanto ogni scelta organizzativa possa avere un impatto concreto – non solo sull’esperienza del pubblico, ma anche sull’ambiente.

Per questo oggi raccontiamo il nostro partner CupHero, un’azienda che ha deciso di affrontare in modo diretto uno dei simboli più evidenti dello spreco negli eventi: il bicchiere di plastica monouso.

Una missione nata sotto il palco

L’idea alla base del progetto è semplice quanto potente. I fondatori, frequentando festival e concerti, si sono accorti di quanto fosse diffuso – e dato per scontato – l’utilizzo di bicchieri usa e getta.

Da qui una domanda: possibile che non esista un’alternativa più sostenibile, concreta e replicabile su larga scala?

La risposta è diventata la loro missione: diffondere in Italia l’uso dei bicchieri in plastica riutilizzabile, contribuendo a ridurre drasticamente la produzione di rifiuti durante eventi, concerti e festival.

Meno rifiuti, più valore

Il primo impatto è ambientale: i festival che adottano bicchieri riutilizzabili possono produrre fino al 70% in meno di rifiuti plastici rispetto a quelli che utilizzano esclusivamente monouso.

Ma i benefici non si fermano qui.

  • Gli spazi dell’evento restano più puliti.
  • I tempi e i costi di pulizia si riducono.
  • Si abbattono i costi di smaltimento dei rifiuti.
  • Il bicchiere diventa uno strumento di comunicazione e merchandising.

Grazie alla personalizzazione grafica, infatti, il bicchiere non è più un semplice contenitore, ma un oggetto che racconta l’identità dell’evento. Spesso il pubblico sceglie di portarlo a casa come ricordo, trasformandolo in un piccolo ambasciatore del festival anche dopo la fine della serata.

Un modello sostenibile anche economicamente

Uno degli aspetti più interessanti è che la sostenibilità ambientale si intreccia con quella economica.

È vero: il bicchiere riutilizzabile richiede un investimento iniziale per la produzione dello stock. Ma, a differenza del monouso – che viene acquistato, utilizzato e subito smaltito – il riutilizzabile si ammortizza nel tempo.

Già dalla seconda o terza occasione, l’investimento inizia a ripagarsi. Da quel momento in poi, può diventare una voce di margine.

Per grandi eventi e festival, il sistema più efficace è quello della cauzione. A seconda degli obiettivi dell’organizzatore:

  • una cauzione più alta incentiva la restituzione del bicchiere, se si desidera riutilizzarlo l’anno successivo;
  • una cauzione simbolica (ad esempio 1 euro) copre il costo di produzione e, se il pubblico decide di conservarlo, genera anche un piccolo guadagno.

I costi da considerare restano l’acquisto iniziale e il lavaggio dei bicchieri restituiti, ma nella maggior parte dei casi vengono compensati entro la fine dell’evento stesso.

Il ruolo degli organizzatori nel cambiamento culturale

Un aspetto centrale emerso dal confronto con il nostro partner riguarda la responsabilità degli organizzatori.

Il pubblico utilizza ciò che trova. Se viene proposta un’alternativa sostenibile, la accetta. Anzi: sempre più spesso la apprezza.

In Italia esiste ancora una certa diffidenza verso il sistema della cauzione, legata alla paura che non venga compreso. Eppure, in molti Paesi europei questo modello è consolidato e funziona da anni.

Il cambiamento richiede coraggio, ma i risultati – ambientali, economici e reputazionali – dimostrano che è una strada percorribile.

Oltre il bicchiere: ripensare l’evento

Il bicchiere è solo un punto di partenza. Nei festival, gran parte dei rifiuti proviene da imballaggi alimentari, piatti e bottiglie d’acqua. Sostituire questi elementi con alternative riutilizzabili e installare punti di ricarica d’acqua può ridurre drasticamente l’impatto complessivo dell’evento.

Come rete KeepOn LIVE, crediamo che la sostenibilità passi anche attraverso partnership come questa: realtà che mettono a disposizione soluzioni concrete, replicabili e già testate.

Perché il futuro della musica dal vivo non è solo fatto di palchi e artisti, ma anche di scelte consapevoli. E ogni scelta – anche quella di un bicchiere – può fare la differenza.